LaGuerraDeiPensieri

Ci sono delle notti in cui sono fermo, con la testa sul cuscino e senza nemmeno un preavviso, arrivano i pensieri in formazione compatta e iniziano a marciare dentro di me. Tutte le volte che succede, mi devo alzare per poterli mettere in ordine, per poterli sistemare, perché da sdraiato i pensieri vanno solo verso la testa diventandone i padroni, quasi i dittatori di essa, mentre quando mi metto in piedi, divento io il loro padrone e loro possono divertirsi a scorrazzare qua e la:scendono sulle mie labbra per essere detti,passano attraverso il cuore per essere scaldati, arrivano allo stomaco per essere digeriti, passano anche altrove per essere buttati fuori si insinuano nelle mani per essere toccati, vanno verso i piedi per essere incontrati e, si, vanno anche li per essere buttati fuori.
Ma non sempre è così sai?
A volte i pensieri dittatori combattono con la mia volontà di essere democratico e di dialogare con loro. Prendono il sopravvento. Scatenano una guerra senza esclusione di colpi. Vogliono essere loro i padroni della mia vita e non vogliono e non mi permettono, di conceder loro lo spazio che desidero che occupino: loro vogliono tutto.


Sono i momenti in cui, oltre a stare in piedi, avrei voglia di camminare o correre, oppure di prendere la bici e lasciare che le pedalate annullino questo loro dominio. Una guerra senza esclusione di colpi. Una guerra in cui mi accorgo di non avere alleati, mentre loro, i pensieri, di alleati ne hanno parecchi.
Iniziano a prendere i ricordi e a trasformali in pericolosissimi compagni di guerra:
se avessi fatto così, se avessi detto così, se avessi scelto così.
Il “se” diventa una bomba atomica: ti colpisce e ti rimbomba dentro. Il “se” ti fa diventare sordo.
Non senti più nulla se non l’eco lontano di quello che i ricordi urlano dentro di te, un eco fastidioso che non ti lascia tranquillo, senti il suo fischio continuamente. Il “se” è pericoloso, molto.

Poi passano all’”oggi”. Sì i pensieri non hanno altre armi se non le parole per colpire. L’oggi diventa la subdola arma chimica che loro usano. Ti iniettano il virus che non vedi, che non senti, che non sai come combattere.Ti imbavaglia, ti chiude in te stesso, ti spaventa, ti allontana da tutto e da tutti.
Il virus dell’”oggi” che è incatenato al disastro del ”se”, alla deflagrazione del "ieri”.

Ed ecco la loro mossa finale, l’arma con cui i pensieri vogliono annientarti definitivamente: “il domani”.
Qui raggiungono la perfezione della loro strategia. Ti colpiscono talmente forte che non riesci a trovare via di scampo. Il futuro, che coniugato nei verbi che i pensieri ti insinuano, ti scaraventa sul tuo letto, ancora fermo ancora immobile incapace di alzare un muscolo per alzarti da lì coperto dalle tue mani che non ti vogliono far vedere ql che sarà spaventato dall’idea di dover decidere come sarà. Il domani che non riesci a veder perché troppo complicato da pensare.

I pensieri sentono il sapore perverso della loro vittoria a questo punto.

Ma ecco gli alleati che arrivano.
Li senti? Come no! Eccoli. Stanno arrivando in tuoi aiuto. Eccoli Stanno arrivando a combattere con te. Li senti? Li vedi?

Arrivano le truppe dell’”io”.
Sei tu il miglior alleato di te stesso. Non hanno armature e non hanno armi. Non hanno caschi che coprono le facce. Non hanno strategie particolari. Le truppe dell’”io” hanno la certezza di esserci.

Arrivano le truppe del “noi”. Nomi conosciuti. Nomi da conoscere. Visi familiari. Visi che lo diventeranno. Mani che stringono. Mani che stringeranno.
Il “noi” che conosci, il “noi” del “nessuno si salva da solo”, il “noi” che sogni, hai sognato e sognerai, il “noi” che non teme il passato ne il futuro, il “noi” che vorrebbe costruire l’”oggi”.

Arriva anche il condottiero che non si fa chiamare generale. Arriva il condottiero che non si vuole arrogare il nome di imperatore. Arriva il condottiero che le truppe alleate chiamano col suo nome. Arriva il condottiero che guida come un pastore le truppe.
Lo vedi?
Lo senti?
l’io e il noi te lo stanno indicando
È bello sai?
È amorevole. È simpatico. È compassionevole. Ti chiama. Ti invoca. Ti dono un compito.

Strana strategia per combattere una guerra pensi tu. Perfetta strategia per vincere la guerra dice lui. Ascoltare quella voce che ti chiama e rispondere.

È stata l’inizio della vita.
È la predisposizione alla battaglia.
Sarà l’inizio della gioia.

Il se.
Il domani.
Il futuro.

Pensati.
Accettati.
Vissuti.
Perdonati.
Amati.

Nessuno si salva da solo.

Chiamati perché voluti.
Voluti perché amati.
Amati perché amassimo.

Non lasciarti cadere le braccia nella lotta per la vita.
Non permettere ai pensieri di diventarne i dittatori

Sei amata.
Sei amato.
Sei chiamata.
Sei chiamato.
Non siamo soli.

Ci vuole bene.
Mi vuoi bene.
Ti voglio bene.

Buona domenica🌻

Gli orari delle messe nel fine settimana

Sabato
ore 18.00

Domenica
Ore 9.00
Ore 11.00
Ore 18.00

Se qlcuno di voi non se la sente ancora di partecipare di persona, trasmetteremo sul canale YouTube la "nostra" messa delle ore 11.00.
Se già ricevi le notizie e comunicazioni della nostra parrocchia su whatsapp, riceverai il link qualche minuto prima dell'inizio della celebrazione, se ancora non le ricevi segui queste istruzioni per riceverle:
http://www.parrocchiapoasco.it/new/index.php/52-contatti-e-social/89-whatsapp

Ci sarà inoltre la possibilità di vedere in TV sul canale 195 la S.messa in diretta dal Duomo alle ore 9.30.

Le celebrazioni si svolgeranno nella nostra nuova chiesa se è bel tempo.

La nostra “nuova” chiesa (cortile dell’oratorio) può contenere 120 persone.

Si deve arrivare per tempo per permettere le procedure d’ingresso: controllo temperatura, igienizzazione delle mani e domande dei volontari. 🕰

Una volta che la messa è iniziata non si potrà accedere al cortile dell’oratorio : evitiamo polemiche inutili per favore...qesta in realtà dovrebbe anche essere una norma di buona educazione a prescindere dall’emergenza attuale😊

Portate un copricapo: se c’è il sole, “il sole picchia” ☀️

Armatevi di pazienza😊

Grazie🌻

norme

Messaggio del Vicario episcopale per l’Educazione e la Celebrazione della Fede, don Mario Antonelli, indirizzato ai responsabili delle Comunità pastorali, ai parroci, al clero, ai Superiori locali, ai Consigli pastorali e alle Diaconie

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