Cur1005Dolce e delicato fiore, principessa amata da cielo e terra.
Appoggiata alla sedia, dopo aver steso panni lavati che sapevano di pulito, davanti a quella finestra aperta sul mondo che passava davanti a te anche quel giorno.
Nell’incespicare di pensieri presenti e stupendi e ignara di quelli incipienti e turbolenti.
Guardavi quel giorno.
Guardavi la vita passare.
Guardavi storie parlare.
Abigail, Dio è gioia, che corre dietro ai suoi tre bambini che non riescono più a stare fermi e che bisticciando fraternamente tra loro imbiancano i suoi capelli.
La guardi sbracciarsi e ascolti le sue materne urla.
E leggi i suoi pensieri.
Chissà cosa saranno da grandi questi miei figli.
La vita gli sorriderà?
Sapranno cavarsela quando io non ci sarò più?
Avranno dentro i germogli di quello che sto cercando di insegnar loro?


Vieni, lascia stare tuo fratello, non raccogliere le cose da terra.
Abigail, Dio è gioia, che prima dei tre doni che stai rincorrendo, rincorrevi speranze di vita piena del fascino dei sogni.
Abigail che da quando hai incontrato Zaccaria sei diventata capace di far diventare quei sogni la concretezza del tuo mondo.
Abigail che hai accolto quei tre doni diventando tu stessa donatrice di vita.
Abigail che non cerchi di essere madre premurosa dimenticando di essere donna desiderosa di premure.
Abigail che sei nata madre e ti desideri nonna.
Lia, colei che è attiva, che piegata dal peso delle borse che trasporti, nascondi il peso dei dolori che ti trascinano.
La guardi nell’ombra del suo volto riflessa nei suoi occhi e ascolti il rumore dei passi che la portano verso casa che casa non è.
Lia che da quando è rimasta sola non sa più se è domenica o lunedì.
Lia che non conosce il giorno perché sente di vivere sempre una lunga notte anche col sole.
Lia che non da pace al suo cuore trafitto da quell’uomo che l’ha lasciata in quella casa vuota.
Lia che sente il peso dei sensi di colpa per non aver fatto o aver fatto questo o quello.
Lia che non vive più e non riesce nemmeno a sopravvivere.
Lia che non sente più il passare delle ore perché vuole il ritorno dei momenti passati.
Lia che curva prosegue diritta lungo la solitaria strada dell’oblio.
Micol, che è uguale a Dio, mentre guarda lo sbracciare di Abigail e invidia la causa dei suoi capelli bianchi.
La guardi mentre ai bordi della strada segue con gli occhi lucidi quei tre doni urlanti e festosi.
Micol che ha desiderato fino allo stremo delle tue forze di averne almeno uno di quei doni.
Micol che non ha fatto un passo avanti perché si è fermata al passo del volere.
Micol che quel suo volere non l’ha potuto trasformare in dono vissuto.
Micol che ha incentrato il suo volere su un desiderio e non ha visto il possibile realizzarsi degli altri mille che gli sono passati vicino
Micol che madre l’ha voluto sempre essere ma che non riesce ad esserlo oltre il desiderio.
Micol che non vuole arrendersi ma che si è arresa nel momento in cui si è fermata lì, all’apparente impossibilità del non esserne degna.
Micol che resta sempre lì ai bordi della strada a veder passare tutte le Abigail che rincorrono i loro doni.
Mara, l’infelice, che guarda il cielo seduta davanti alla finestra di casa sua e pensa a Elisa, Dio è salvezza, che sbattendo silenziosamente la porta di casa se n’è andata lasciandole solo la speranza delle stelle.
Mara che non è mai riuscita a farsi capire da Elisa nel suo portare a tavola il pane mostrando il sudore del suo prezzo.
Mara che non ha mai accettato l’allontanamento da Dio di Elisa.
Mara che non ha capito l’amore strano di Elisa.
Mara che madre si è trovato ad esserlo e ha cercato di spiegarlo ad Elisa donandole un cuore ferito ma non la medicina per curarlo.
Mara che non aveva tempo per giocare perché le perline per fare collane non cucinano il pane da mangiare.
Mara che sogna Elisa ogni notte e la vede ogni giorno riaprire quella porta sbattuta.
Miriam, principessa amata.
Quell’Ave che ti ha distratta e turbata ha acceso l’Amen che hai sussurrato in speranza di vita affidata.
Madre sarai di un figlio che si chiamerà Gesù.
Il tuo nome che diventa un altro nome.
Un secondo battesimo non cercato con un nome accettato e come nel primo donato.
Madre.
Madre ha acceso il tuo cuore e riempito il tuo grembo.
Madre ha chiamato la tua vita e sospirato il tuo desiderio.
Madre ha invocato il tuo nome e ha riconciliato i tuoi sogni.
Madre è il tuo nome disegnato dall’inizio dei tempi.
Madre per Abigail,
madre coi capelli bianchi.
Madre per Lia,
madre nella solitudine di un abbandono.
Madre per Micol,
madre nel desiderio di essere madre.
Madre per Mara,
madre che aspetta porte che si riaprono.
Madre per Miriam.
Madre di Gesù.
Il tuo amen diventa il mio grazie.
Madre mia.
Madre nostra.
Grazie alla madre che sei.
Grazie al tuo essere madre che fa diventare madre chi guarda a lei.
Grazie al tuo aver accettato di essere quella madre che cerca i suoi figli che desiderano le sue braccia.
Madre nostra.
Madre mia.
Il mio grazie diventi il tuo amen.

Gli orari delle messe nel fine settimana

Sabato
ore 18.00

Domenica
Ore 9.00
Ore 11.00
Ore 18.00

Se qlcuno di voi non se la sente ancora di partecipare di persona, trasmetteremo sul canale YouTube la "nostra" messa delle ore 11.00.
Se già ricevi le notizie e comunicazioni della nostra parrocchia su whatsapp, riceverai il link qualche minuto prima dell'inizio della celebrazione, se ancora non le ricevi segui queste istruzioni per riceverle:
http://www.parrocchiapoasco.it/new/index.php/52-contatti-e-social/89-whatsapp

Ci sarà inoltre la possibilità di vedere in TV sul canale 195 la S.messa in diretta dal Duomo alle ore 9.30.

Le celebrazioni si svolgeranno nella nostra nuova chiesa se è bel tempo.

La nostra “nuova” chiesa (cortile dell’oratorio) può contenere 120 persone.

Si deve arrivare per tempo per permettere le procedure d’ingresso: controllo temperatura, igienizzazione delle mani e domande dei volontari. 🕰

Una volta che la messa è iniziata non si potrà accedere al cortile dell’oratorio : evitiamo polemiche inutili per favore...qesta in realtà dovrebbe anche essere una norma di buona educazione a prescindere dall’emergenza attuale😊

Portate un copricapo: se c’è il sole, “il sole picchia” ☀️

Armatevi di pazienza😊

Grazie🌻

norme

Messaggio del Vicario episcopale per l’Educazione e la Celebrazione della Fede, don Mario Antonelli, indirizzato ai responsabili delle Comunità pastorali, ai parroci, al clero, ai Superiori locali, ai Consigli pastorali e alle Diaconie

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Se puoi metti ... Se non puoi prendi ...

Chiesa Qauresima 2020 1

TUTTO QUELLO CHE AVETE FATTO A UNO SOLO DI QUESTI MIEI FRATELLI PIU PICCOLI, LO AVETE FATTO A ME.

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