Chiesa 1930Difficile risulta datare la chiesa di Poasco, la cui posizione sembra non avere alcuna relazione con il sistema di centuriazione e con i luoghi di culto su di esso costruiti.
Il primo documento pervenutoci fa parte del codice Bonomi della biblioteca di Brera, nel quale vi si legge che, il 20 ottobre 1161, prete Pietro, della chiesa di  San  Pietro  in  Campo  Lodigiano  e  presbitero  di  Chiaravalle,  acquista  dei terreni  da  Musto  Burro  fu  Ugone.  Viene  citato  l’obbligo  di  riscossione  di decime  conferitogli  dall’arcivescovo  di  Milano  su:  …pro  illa  decima  quam ipse  presbiter  habebat  in  locis  Madreniano  et  Podasco,  sicut  in  in strumento pubblico continebatur.  Pur attestandone l’esistenza esso non ci fornisce informazioni relative all’origine dell’edificio.
La  storia  locale  a  noi  tramandata  oralmente,  vuole  che  essa  sia  stata costruita dai frati di Chiaravalle, detentori di terreni tutt’attorno. Tuttavia, fino ad oggi, non è stato ritrovato alcun documento che confermi l’esistenza di un rapporto  tra  la  nostra  chiesa  e  l’abbazia.  Anzi,  da  un’attenta  analisi  delle mappe contenute nel “libro de li Prati” (Milano, Archivio di Stato) risulta che le proprietà dei frati confinassero proprio con il territorio di Poasco le cui terre, invece,  appartenevano  ad  alcune  ricche  famiglie  (tra  cui  i   Bechariis  e  i Maggi).[Libro de li prati di Chiaravalle - anno 1578]

Si  potrebbe  pensare  che  la  nostra  chiesa  sia  una  delle  tante  erette  nelle campagne della “bassa padana” intorno al VII o VIII sec. ad opera di ricchi proprietari  terrieri,  probabilmente  ex  militi  aretini,  convertiti  al  cristianesimo che desideravano essere seppelliti in una tomba di famiglia. La presenza di questi  militi  nelle  campagne  circostanti  a  S.  Donato,  e,  quindi,  a  Poasco  è storia ben nota.

I CISTERCENSI E L’ABBAZIA DI CHIARAVALLE

Arriviamo  così  al  XII  secolo  caratterizzato  dalla  figura  di  Federico  I Barbarossa  e  dalla  costruzione  del  monastero  di  Chiaravalle(1135)  nel territorio che a quel tempo era chiamato Rovaniano. In seguito all’arrivo dei frati  la  configurazione  delle  nostre  campagne  cambiò  notevolmente:  essi infatti  acquistarono  tutt’attorno  nuovi  terreni  per  ampliare  e  rendere  più compatte le loro proprietà; diedero un forte impulso e sviluppo all’agricoltura grazie  ad  una  ingegnosa  opera  di  canalizzazione,  di  irrigazione  e  di dissodamento  dei  terreni  acquitrinosi;  si  dedicarono  ad  un’attenta  opera  di “roncamento” [Il  “roncamento”,  da  cui  probabilmente  deriva  il  nome  della  cascina  “Ronco”,  è  un’operazione  che portava  al dissodamento  graduale  del  bosco.  Si  iniziava  con  una  frequentazione  sistematica  del bosco  ai  fini  dell’allevamento brado e col taglio delle piante più vecchie. Esso degradava così a macchiae  sterpeto. Quindi si procedeva a togliere gli spini e gli arbusti, trasformando la macchia in prato naturale.Ancora più avanti nel tempo si spingeva nel prato l’aratro, aprendo i solchi per seminare] , con la quale dissodavano  gradualmente  le  zone  boscose trasformandole  in  macchie  e  sterpeti,  prima  e,  successivamente,  in  prati naturali e, quindi, in campi arati. Nella  fase  di  acquisizione   di  nuove  proprietà  da  parte  del  monastero  di Chiaravalle, durata fino al XIII sec. circa, si assiste ad uno scompaginamento della  rete  insediativa:  il  villaggio  di  Bagnolo,  fu  aggregato  ai  beni  di Chiaravalle vedendo così diminuire il numero di nuclei familiari fino a ridursi ad  una  cascina; quello  di  Rovaniano  svanì  per  essere  sostituito  da  quello nuovo  di  Chiaravalle;  unica  traccia  del  villaggio  di  Madrenianum  rimase  la chiesa  di  S.  Stefano,  in  seguito  aggregata  a  Sorigherio  e  nel  1256  nella località del Tecchione vi erano solo coltivi, senza pi ù tracce del villaggio. Del villaggio di Poasco, di cui a noi sono pervenute poche notizie, sappiamo solo che alcuni terreni furono di proprietà del monastero di S. Ambrogio, oltre che di privati, come già detto.

Scarica il documento in versione PDF

Il proverbio del giorno

Quand el pan l’è goadagnaa cont el sudor te riesset a sentinn tùtt el savor.
( Quando il pane  è guadagnato col sudore se ne sente tutto il sapore… )
Elogio del lavoro onesto.

Sgalis

I Sgalis de Poasch e Sorighèe te cùnten su

Le origini del nostro territorio

cielo sole

Il Nocciolo

Scarica l'ultimo numero del bollettino parrocchiale

 

nocciolo whatsup

Il Nocciolo WhatsApp

Scopri come ricevere le notizie della nostra parrocchia su WhatsApp

agenda

Eventi

Tutti gli appuntamenti nella nostra parrocchia e non solo

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione CookiePolicy