IL BOSCHO
F53

Nel "Foglio 53" viene descritto il Boscho, un grande appezzamento di 700 pertiche, e il complesso di fossati che ne definivano i confini. Si trovava al limite occidentale delle proprietà monastiche, oltre Sorigherio. Dato la sua vicinanza con la città fu riserva Ducale di caccia. Le sue selve erano popolate di daini, cervi, caprioli, cinghiali, lepri e volatili d’ ogni genere; tanto d’essere delizia di caccia oltre che pèer i Signori di milano, anche per i bracconieri, che erano, di solito, i poveri contadini del posto che con qualche capo abbattuto integravano i loro magri bilanci familiari. Abbiamo notizia del bosco in una «grida» del Duca di Milano del 18 agosto 1429, il quale da il permesso di taglio della legna. Un’altra «grida» di Filippo II di Spagna, ordina la prosecuzione del diritto di riserva ducale di caccia, vietando la libera caccia, comminando pene gravi per i trasgressori, i quali, se presi dovevano pagare 25 ducati d’argento per un cervo, cinghiale, daino od orso abbattuto; per un capriolo la pena era di 5 ducati, per un fagiano 3 ducati, due ducati per una lepre ed un ducato per le quaglie.
Nel 1780 la selvaggina si era quasi del tutto estinta ed i frati di Chiaravalle valutarono che quel appezzamento avrebbe dato una maggior rendita come terreno coltivato decidendo così il totale disboscamento. Nel 1782 iniziò l’opera di inalveazione del “Redefossi” e l’ingenier Parea per i bisogni che ne aveva per i lavori comprò per lire 33.776 tutte le piante del bosco, impegnandosi anche alla costruzione di una cascina, da farsi nell’area disboscata. Si ebbe così la nascita della cascina Bosco.
La prima notizia della sua esistenza ci viene da un inventario dei suoi beni, consegnati al suo primo affittuario, Sfondrini Angelo, il 7 novembre 1791.
Oggi la conduzione della Cascina Bosco è affidata alla Famiglia dei Lovati.

IL MOLINO DEL DANESE E LA CASCINA RONCO
A sud e ad est il bosco confinava con i “beni del signor Danese Filiodoni”, altro proprietario di molte terre nei dintorni di Poasco. Vi è rappresentato anche il “Molino del signor Danese”, alimentato dalle acque dell’omonima roggia (ora fontanile Danese). Di un certo legato Filiodoni si parla in una lettera del 1907 inviata dall’allora parroco di Poasco don Brunetti al cardinale Ferrari, dalla quale risulta che tale signore, nel 1586, avesse donato lire 100 imperiali per un obbligo di celebrare “numero due messe settimanali e un ufficio in perpetuo”.
Danese Filiodoni fece costruire il complesso di Cascina Ronco. Ancora oggi si può vedere la parte più antica della cascina con le sue colonne di granito, a quel tempo villa di residenza della famiglia. Egli fu membro e Presidente del Senato milanese e,dal 1579 al 1592, fu anche Gran Cancelliere di Milano, uno dei pochi milanesi ad avere tale carica durante il governo spagnolo.
Estintasi la famiglia Filiodoni nel 1739 i beni passarono al marchese Cagnola, che nel 1790 li vendette al Luogo Pio della Misericordia, uno degli Ordini caritativi milanesi che già possedeva terreni ad ovest del Boscho. Questo Ordine è poi passato sotto l’amministrazione unica E.C.A. successivamente chiamatasi I.P.A.B.
Dal 1936 ed alla loro terza generazione la conduzione della Cascina Ronco è affidata alla Famiglia dei Villa.

LA CASCINA TECCHIONE

F47


Riteniamo sia opportuno soffermarci anche su questo foglio (Foglio 47) poiché in esso è disegnato il “Casamento dil Thegione”, cascina ad oggi ancora abitata e facente parte della nostra comunità parrocchiale.
Il “Casamento dil Thegion”, si presenta come un ampio edificio a “elle”, di cui il lato più breve era adibito ad abitazione. Le grandi aperture del piano superiore potrebbero corrispondere a locali destinati al deposito di prodotti agricoli. Poco lontano sorge un altro edificio, più piccolo, il cui uso doveva essere inerente la conservazione dei raccolti.
La Cascina, nata come “casa da massaro”, risale alla seconda metà del Quattrocento e ha preso il posto del villaggio scomparso intorno alla metà del XIII sec., dopo la cessione dei beni del Tecchione da parte del monastero Maggiore a quello di Chiaravalle.
Davanti alla cascina è tracciata la strada “Strada dil Thegion”, che da “Chivesio” portava a Chiaravalle.

Il proverbio del giorno

Quand el pan l’è goadagnaa cont el sudor te riesset a sentinn tùtt el savor.
( Quando il pane  è guadagnato col sudore se ne sente tutto il sapore… )
Elogio del lavoro onesto.

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