Cosa cambia nel rito della messa

Orari celebrazioni

Poasco - Via di Vittorio - Certosa

agenda

Appuntamenti

Tutti gli appuntamenti nella nostra parrocchia e non solo

nocciolo whatsup

Notifiche WhatsApp

Scopri come ricevere le notizie della nostra parrocchia su WhatsApp

L'informatore

L'informatore web

Notizie da VdV - Certosa - Poasco 

Parrocchia

piazzaLa segreteria parrocchiale è aperta nei seguenti giorni e orari:

Mercoledi dalle 16 alle 18
Giovedì dalle 16 alle 18

In questi orari sarà attivo il numero 02 2692933

In alternativa scrivere all'indirizzo segreteria@parrocchiapoasco.it

Per contattare direttamente il parroco: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Se vuoi fare una donazione:
Parrocchia S.Maria Assunta in Poasco di San Donato Milanese
IBAN: IT85T0306909606100000000567

Campanile

S.Maria Assunta

Poasco

Sabato e festività
ore 18.00: Santa Messa Vigiliare
Domenica
ore 10.15: Santa Messa
Tramessa in streaming
Come ricevere il link via WhatsApp
Settimanale
Martedì e giovedì
ore 08.30: Santa Messa
Mercoledì
ore 18.15: Santa Messa
 Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica

Incarnazione

Via di Vittorio

Sabato
ore 18.00: Santa Messa Vigiliare
Domenica
08.30: Santa Messa

10.00: Santa Messa
Settimanale
Lunedì e venerdì
ore 18.15: Santa Messa
Mercoledì
ore 08.30: Santa Messa

S.Maria Ausiliatrice

Via Greppi

Sabato
ore 17.00: Santa Messa Vigiliare 
Domenica
ore 11.30: Santa Messa
Settimanale
Martedì e giovedì
ore 18.15: Santa Messa

 

organoL'incendio che nel 1950 ha devastato la sacrestia e l'abside della nostra chiesa non ha risparmiato l'archivio che allora lì si trovava, privandoci di qualsiasi documentazione scritta riguardante l'organo.

Una ricostruzione delle sue vicende è però possibile, con buona certezza, attraverso lo studio degli interventi subiti nel tempo e letti direttamente sullo strumento o dedotti, per quanto riguarda la situazione dell'organo dalle testimonianze dopo l'incendio, raccolte dalla memoria popolare.
L'organo era collocato all'inizio della navata sinistra, e lì restò fin dopo l'incendio del 1950,  quando fu spostato nella sede attuale, nel transetto dietro l'altare della Madonna.
Per comprendere meglio le vicissitudini di questo strumento, è utile un suo inquadramento nella storia dell'organo italiano ottocentesco. La musica italiana ottocentesca coincideva sostanzialmente con il melodrammada di Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi, e degli altri grandi operisti nostrani: anche la musica organistica risentiva pesantemente dell'influsso dell'opera, e quindi era del tutto normale accompagnare la liturgia con trascrizioni di arie d'opera sia avvalendosi di cantanti, sia utilizzando il solo organo.

L'organo di Poasco, così come era uscito nel 1838 dalle mani di Antonio Brunelli, apparteneva in tutto e per tutto a questo tipo di strumento cosiddetto "serassiano",  l'organo "normale" per quel tempo: un'unica tastiera di 52 tasti, i registri "spezzati", cioè suonanti solamente o nella parte acuta o nella parte grave della tastiera in modo da poter avere una metà dei tasti destinata a far cantare la melodia e I'altra metà ad accompagnarla, mentre i bassi, comandati da una piccola pedaliera, battevano il tempo a mo' di marcia.
Abbiamo potuto appurare come Antonio Brunelli non abbia costruito ex novo I'organo di Poasco, ma abbia ampliato uno strumento già esistente, costruito da un suo predecessore forse negli ultimi anni del Settecento, aggiungendo registri "di concerto" ritenuti indispensabili per avere un organo completo, secondo la concezione "serassiana", al punto di farlo diventare forse troppo grande per la piccola Chiesa di Santa Maria Assunta in Poasco e Sorigherio.
Della famiglia degli "organari Brunelli" di Milano si hanno notizie di attività in Lombardia e Piemonte per circa due secoli. Interessante è notare come la famiglia Brunelli conservò a lungo in Milano l'incarico di manutenzione degli organi di molte Chiese: il nome di Antonio Brunelli ricorre in quasi tutti gli archivi parrocchiali milanesi quale "salariato per la manutenzione all'organo".
In una circolare a stampa di metà ottocento si legge:
Giovanni Brunelli Maestro di Cappella della Chiesa collegiata di San Babila in Milano, figlio del fu Antonio fabbicatore d'organi ha l'onore di far noto ai molti Reverendi Signori Parochi e venerande Fabricerie che la fabrica e restauro d'organi prosegue sempre sotto la sua direzione con tutto l'impegno già fin dal 1842 epoca della morte di suo padre. Lo stesso è conservatore degli organi delle principali Chiese di Milano, come sarebbero quelli della Metropolitana, dell'I.R. Cappella ec. ec. Egli si compromette d'eseguire qualunque commissione di fabbrica o di restaurazione che le venga affidata, con quella precisione e solidità che si richiede, per lo che spera d'esser favorito da que' Signoi i quali abbisognassero dell'opera sua, non dubitando di poterli appagare colla perfezione delle opere stesse a tutta prova in Milano con fabbrica situata in Piazza Fontana al N°9.

All'ultimo smontaggio (1996) l'organo si presentava in uno stato di conservazione deplorevole essendo in disuso da parecchio tempo. L'impianto generale appariva trasformato e oltremodo disordinato, la cassa contenente questo strumento era costruita con materiale scadentee si presentava fatiscente essendo priva di fondo e il tetto chiuso da un semplice telo di plastica.
L'originale tastiera di Antonio Brunelli fu sostituita da una più lunga di 4 note (i primi 4 diesis) e portata a 56 note; gli originali comandi dei registri del tipo a manetta ad incastro furono sostituiti da pomelli posti in linea orizzontale sopra la tastiera; i registri sonori ridotti a 8 con la seguente disposizione:

 - Principale 8 piedi
 - Ottava 4 piedi
 - Quintadecima 2 piedi
 - Ripieno
 - Voce Umana 8 piedi
 - Flauto 4 piedi
 - Viola 8 piedi
 - Bassone 16 piedi

Il prospetto fu ribassato e riformato a tre campate con canne disposte a cuspide (9 + 21 + 9) la cui campata centrale sonora è corrispondente al registro Principale 8 dal tasto n. 13. Il resto della facciata era composto di canne in zinco di scarso valore artistico di cui due per parte suonanti ad ottenere le quattro note mancanti nella campata centrale.
Fu conservata in parte la vecchia trasmissione meccanica che però fu abbondantemente modificata privandola anche della Terzamano. Non mancarono spostamenti e rimaneggiamenti alla parte fonica delle canne che vennero ridotte drasticamente di numero e di qualità sonora ottenendo, in fase di intonazione ed accordatura, una sonorità comunque molto povera.

L'organo di Poasco fu quindi oggetto di un totale stravolgimento: praticamente tutti i registri di concerto furono aboliti come era di moda.
Nell'ultimo quarto del XIX secolo ci si rese conto di come la musica di tipo operistico mal si accordasse con la liturgia risultando estranea al contesto nel migliore dei casi, ed irriverente nel peggiore (si pensi al momento dell'Elevazione "commentato" da motivetti ballabili o da passionali arie amorose...).
Sorse prima in Europa e poi anche in Italia, quello che si definì  "Movimento Ceciliano", da Santa Cecilia, patrona dei musicisti, con lo scopo di riportare la Musica Sacra ad una maggiore dignità e coscienza.
A questo movimento in ltalia, si appoggiò una nuova generazione di organisti, insofferenti della dilettantesca prassi dell'Ottocento,che incominciò a propugnare una "Riforma dell'organo Italiano" specialmente dal punto di vista tecnico, con l'uso di più tastiere e una
pedaliera più estesa che potesse essere utilizzata come tastiera autonoma e non più solo per battere il tempo.
Anche le risorse sonore dovevano differenziarsi dai modelli ottocenteschi, ritenuti di cattivo gusto. Naturalmente molti organi antichi vennero "riformati" per adeguarli al nuovo gusto. Tale riforma consisteva nell'abolizione di registri da concerto, di registri a percussione di carattere bandistico e installando nelle file rimaste libere registri più rispondenti alle odierne esigenze musicali.
Spesso il tutto veniva riarmonizzato, rendendo il timbro dell'insieme più rotondo e corposo ma anche più scuro rispetto alla brillante sonorità ottocentesca.
Va da sé che, laddove tali trasformazioni erano effettuate da buoni organari, buono era anche il lavoro che ne usciva: ma spesso non fu così.
Nel caso dell'organo di Poasco, l'intervento di ammodernamento si è rivelato, al momento dello smontaggio, addirittura disastroso.

L'autore di tale intervento fu I'organaro varesino Francesco Nasoni (già dipendente di Cesare Bernasconi, esponente di una delle più importanti famiglie di organari varesini della seconda metà dell'ottocento) che appose la propria targhetta, a testimonianza del lavoro svolto, sopra la tastiera. L'intervento potrebbe risalire tra il 1920 e il 1930.
Nell'ambito degli ultimi ampi lavori di restauro della chiesa si presero in esame anche quelli per l'organo pertanto la Parrocchia interessò al problema diversi artigiani organari che visionarono lo strumento, ma affidò i lavori alla ditta FRANCESCO & SERGIO CASTEGNARO - Fabbrica d'organi da Chiesa di Milano - che smontò lo strumento nell'Agosto del'1996 dopo aver presentato un progetto dettagliato ed un preventivo di spesa che vennero approvati dalla Soprintendenza di Milano.
Trasportato in fabbrica tutto il materiale costituente l'organo si procedette ad effettuare una attenta analisi delle singole parti. Questo lavoro durò diversi mesi ed ha consentito di acquisire la certezza sull'attribuzione della paternità dell'organo ad Antonio Brunelli, sul fatto che lo stesso Antonio Brunelli costruì il suo strumento incorporando materiale di uno strumento più antico e più piccolo(forse di un altro Brunelli) e la certezza che la ricostruzione dello strumento di Antonio Brunelli fosse la strada più giusta da seguire, anche con l'approvazione e la collaborazione teorica della Soprintendenza.
In sintesi i lavori che si sono resi necessari alla ricostruzione sono stati i seguenti:

 - Ricostruzione ex novo di tutta la struttura portante in legno massello
 - Ricostruzione di tutte le trasmissioni meccaniche eliminate dal Nasoni durante l'intervento del 1920 - 1930 e restauro di quelle originali.
 - Restauro di tutti i somieri originali e ricostruzione del crivello originale.
 - Restauro accurato di tutte le canne originali sia quelle di metallo che quelle di legno.
 - Ricostruzione dei registri "da concerto", in particolare i registri ad ancia
 - Ricostruzione di due mantici del tipo "a cuneo" in stile antico in quanto il mantice esistente non era sufficiente al fabbisogno d'aria dello strumento
 - Fornituradi un nuovo elettroventilatore perfornire aria ai mantici
 - Ricostruzione della tastiera originale a 52 tasti e della pedaliera originale
 - Ricostruzione dei comandi di registri a manetta
 - Ricostruzione della Terzamano.
 - Ricostruita ex novo la cassa esterna.
 - Rimontaggio, intonazione ed accordatura.

Le caratteristiche generali dell'organo ricostruito ricalcano quelle di Antonio Brunelli e sono:

 - Tastiera di 52 tasti (DO-SOL) con prima ottava corta.
 - Pedaliera di 18 pedali (DO -SOL): l'ultimo pedale comanda il Rollante.
 - I registri attualmente sono così disposti:

  • Terzamano   Principale 8 bassi
  • Fagotto bassi   Principale 8 soprani
  • Trombe soprani   Ottava 4 bassi
  • Violoncello bassi  Ottava 4 soprani
  • Corno Inglese soprani  XV
  • Flutta soprani   XIX
  • Flauto in VIII   XXII  
  • Flagioletto bassi  XXVI-XXIX
  • Ottavino soprani  XXXIII-XXXVI
  • Cornetto soprani  Contabassi
  • Voce Umana

 - Divisione bassi/soprani Si24 - Do25.
 - Comandi dei registri a manetta posti alla destra dell'organista.
 - Pedaloni per Combinazione Libera e Tiraripieno.
 - Canna maggiore della facciata FA 6 del Principale 8 bassi.

Siamo dunque ad una nuova tappa della storia di questo strumento. La storia del nostro organo è complessa, ma proprio da tale complessità nasce buona parte della sua preziosità. Quest'ultimo lavoro di restauro e rifacimento è stato uno degli aspetti più interessanti di questa storia, anche al di là dell'impegnativo intervento tecnico i cui lavori sono stati seguiti, per la Soprintendenza ai beni artistici e culturali, dal Prof. Maurizio Ricci di Pavia.
Ci auguriamo che questo restauro dell'organo possa diventare occasione di una rinnovata coscienza della ragione di fondo per cui I'organo di Antonio Brunelli esiste nella chiesa di Poasco e Sorigherio: esso è una voce adatta ad esprimere la fede quotidianamente vissuta, accompagnandone il canto.

Fonte bibliografica : L'organo "Antonio Brunelli 1838" - Anno 2000

piazzaÈ difficile datare la chiesa di Poasco, la cui posizione sembra non avere alcuna relazione con il sistema di centuriazione e con i luoghi pagani di culto su di esso costruiti.

Il primo documento di cui disponiamo fa parte del codice Bonomi della biblioteca di Brera. Vi si legge che, il 20 ottobre 1161, un certo prete Pietro, della chiesa di San Pietro in Campo Lodigiano e presbitero di Chiaravalle, acquistò dei terreni da Musto Burro fu Ugone. Viene citato l’obbligo di riscossione di decime confentogli dall’arcivescovo di Milano: “pro illa decima quam ipse presbiter habebet in locis Madreniano et Podasco, sicut in strumento pubblico continebatur”. Pur attestandone l’esistenza, il codice Bonomi non ci fornisce però informazioni relative all’origine della chiesa stessa.

Secondo una tradizione tramandata oralmente, la chiesa di Poasco sarebbe stata costruita dai monaci di Chiaravalle, proprietari dei terreni circostanti. Ma, fino ad oggi, non è stato trovato alcun documento che confermi l’esistenza di un rapporto tra la nostra chiesa e l’abbazia. Anzi, da un’attenta analisi delle mappe contenute nel “libro de li Prati” (Milano, Archivio di Stato) risulta che le proprietà dei monaci confinassero proprio con il territorio di Poasco le cui terre appartenevano, invece, ad alcune ricche famiglie (tra cui i Bechanis e i Maggi).

Si potrebbe pensare che la nostra chiesa sia una delle tante costruite nelle campagne della bassa padana intorno al VII-VIII sec, ad opera di ricchi proprietari terrieri, probabilmente ex soldati aretini, convertiti al cristianesimo, che desideravano essere seppelliti in una tomba di famiglia.

La presenza di questi soldati di Arezzo nelle campagne circostanti S.Donato, e, quindi Poasco, fa parte di una storia ben nota. Nel periodo delle occupazioni longobarde essi furono assoldati da Gnmoaldo, duca di Benevento, chiamato in aiuto da Gotoperto per scalzare l’autorità del fratello, Bertando, a Milano. Il duca di Benevento, dopo aver concluso vittoriosamente le proprie campagne, seppe sfruttare a proprio favore le vittorie riportate e, ucciso Gotoperto, si proclamò re del regno longobardo.

Gnmoaldo trattenne presso di sé i militi aretini ed in premio cedette loro terre milanesi nella zona del Lambro e di 5. Donato. Convertitosi al cristianesimo, Gotoperto cambiò la sua politica aspramente anticattolica; i suoi soldati iniziarono a costruire chiesette, pertopiù dedicate a santi protettori dei guerrieri longobardi, nelle terre a loro concesse (solitamente in prossimità di un cimitero). La chiesa di S. Donato (VII sec.) dedicata al vescovo di Arezzo, è una testimonianza della presenza di una colonia di militi aretini nel nostro territorio.

Già ci siamo soffermati nella parte relativa alla storia del nostro paese sulle supposte origini longobarde (VII sec) della chiesa di Poasco. Sappiamo per certo che la chiesa, dopo aver subito varie modifiche, venne praticamente rifatta verso il 1450 ed a questo nassetto si deve la singolare planimetria a “I” attestata dalle piante cinquecentesche (foto 36). Benché mascherata all’esterno da sovrapposte strutture nello stesso stile quasi squallido che caratterizza le opere edilizie affrettatamente compiute dopo la terribile peste del 1630,11 suo interno, risalente alla seconda metà del XV secolo, presenta interessanti aspetti architettonici.

Si tratta di un quadrato centrale con volta a crociera a cordonature tonde, poggianti ai quattro lati su mensoloni a fiorami. Predomina l’arco acuto ed i quattro archivolti si addossano su sporgenze di poco conto. Da circa tre secoli, però, uno dei bracci fu allungato e la chiesa allargata sul lato dove era originariamente l’ingresso, sul piazzale, fino al 1784 c’era il cimitero della comunità.
Come indicato dagli studi del Prof. Andrea Spiriti nell’opuscolo “Parrocchia Santa Maria Assunta — Poasco e Sorigherio” del 1996, “meritano particolare rilievo i grandi arcani ogivali che scandiscono il ritmo dell’ambiente, conferendogli un singolare tono di compromesso fra pianta centrale e pianta longitudinale che trova importanti raffronti in area milanese, come ad esempio la chiesa agostiniana di S. Maria Incoronata. Una struttura, dunque, ancora di sapore gotico eppure già umanistica nelle soluzioni spazial4 e molto abile nell’uso delle grandi volte a crociera. Più prevedibile la facciata, dalla semplice impostazione a capanna; và però detto che le fotografie d’inizio secolo ci restituiscono una decorazione a fasce oggi scomparsa: elemento importante perché inserisce l’edificio in quella tipologia assai diffusa in Lombardia tra ‘500 e ‘600. Da rilevare, poi~ le somiglianze con complessi della zona come l’oratorio della Santa Croce di Tnulzo, analogo in particolare nell’impostazione della facciata.

La decorazione interna doveva comprendere molti affreschi: avanzano solo due lacerti sui primi pilastri della navata centrale, raffiguranti Sant’Apollonia e San Clemente: soggetti alle consuete quanto inverosimili attribuzioni ai grandi artisti rinascimentali attivi nella zona (Borgo gnone e Lumi), essi sono in realtà assai diversi per stile. La Sant’Apollonia, dalle delicate fattezze umaniste non lontane dall’amore per i dettagli proprio dell’area culturale del Maestro di Camuzzago, può essere collocata intorno al nono decennio del Quattrocento ed accostata ad opere come gli affreschi dell’antico monastero di Montesiro Bdanza. Datato 1515 da un’iscrizione lacunosa, il San Clemente è più prevedibile ed impacciato nella sua ieraticità, ma merita rilievo sia per la diffusione del culto dei primi Papi — caratteristico della Lombardia di inizio ‘500, per l’importanza degli inteiventi di Giulio li e Leone X in anni di lotte tra gli Sìbrza, gli Svizzeri, la monarchia francese e l’unione tra Impero e Spagna
— sia per il riferimento specifico ad un Santo molto caro alla dinastia medicea di Leone X: non a caso nel 1523 suo cugino Giulio de Medic~ divenuto Papa, assumerà il nome di Clemente VII.

Alla decorazione della chiesa nell’età di Federico Borromeo, oltre al Fonte Battesimale e all’Acquasantiera, di nobile linearità, pare risalire il dipinto oggi alla parete destra dell’ingresso, sopra il confessionale: il tema non rarissimo ma nemmeno ovvio (commiato di Gesù dalla Vergine) tra il suo modello immediato dal celebre dipinto di Cailo Urbini tuttora nel Santuario milanese di Santa Maria dei Miracoli, ed inserisce Poasco in un filone rilevante del pieno manierismo milanese”.

La chiesa di Poasco, ebbe ad “arricchirsi” di oggetti sacri con le riforme ecclesiali volute dagli Austriaci prima e dai Francesi poi. Infatti il 24 agosto 1786 fu donata alla chiesa dal “Real lmperio Consiglio Governativo” una campana, proveniente dalla soppressa chiesa della Compagnia della Santa Croce, posta fuori Porta Orientale ed il 3 febbraio 1787 ebbe in regalo l’attuale altare di marmo nero, intagliato ed istoriato, proveniente dal soppresso Oratorio del Bambin Gesù, situato fuori Porta Comasina. In quell’occasione fu tolto il vecchio altare in legno dorato e bronzato, ricavandone dalla vendita 23 lire.
Orazione nel GetsemaniNeI 1799, andando venduti i beni della soppressa Abbazia di Chiaravalle (per effetto dell’editto napoleonico che sopprimeva gli ordini religiosi), furono comprati “all’asta di Chiaravalle” quattro reliquiari pagati 30 lire e quattro candelabri aventi forma di ramo dì fiori, pagati 20 lire.
Settecentesca pare essere la statua della Madonna del Rosario appartenente ad una tipologia assai diffusa a Nord di Milano e di lontana discendenza iberica, come dimostra il celebre modello venerato nel Santuario di Cusano.

L’Ottocento vede i notevoli interventi della pala di San Lorenzo (attualmente conservata nell’archivio della casa parrocchiale) e di quella dell’Orazione nel Getsemani (sopra il Fonte Battesimale), rilevanti nella coesistenza di un accademismo tardo neo-classico e di spunti eclettici, a testimonianza di una vitalità artistica inesausta che ha caratterizzato nei secoli la Chiesa dell’Assunta in Poasco.

Scarica l'informatore

Appuntamenti

20 Giu 2026 ore:11:00 -
CHIESA DI POASCO
Celebrazione Battesimi

Pellegrinaggio Assisi 2026

Pellegrinaggio cittadino ad Assisi in occasione dell'VIII centenario della morte di San Francesco d'Assisi.
Il pellegrinaggio si svolgerà tra il 14 e il 17 settembre 2026.
Per informazioni e iscrizioni:
diacono Giuliano
Parrocchia di Poasco
tel. 02.5692933
segreteria@parrocchiapoasco.it

Scarica qui il programma completo

Le iscrizioni verranno chiuse il 20 Aprile 2026.
AFFRETTATI!!

LogoSDM

TRAME SACRE

Trame Sacre - Mostra a Santa Barbara
Arazzi di 16 artisti contemporanei
realizzati per gli 800 anni della cattedrale di Cosenza.

Matroneo della Chiesa di
Santa Barbara

La mostra sarà visitabile fino al 31 dicembre 2026

Consulta il calendario eventi per scoprire le iniziative legate alla mostra

SPAZIO COMPITI

spazio compiti

Per tutti i ragazzi e le ragazze dalla prima alla terza media, il martedi e il giovedì dalle 15 alle 17, presso il bar dell'oratoriodi Poasco, apre il servizio "Sapazio compiti", tenuto da alcune insegnanti volontarie della nostra comunità.
Il servizio inizierà martedì 27 gennaio.
Al primo appuntamento è bene presentarsi con un genitore in modo da compilare l'iscrizione
Per informazioni scrivere a: segreteria@parrocchiapoasco.it

GRUPPO ACOR

LogoSDM

Presso la Parrocchia di Poasco si riunisce mensilmente il Gruppo ACOR, che propone momenti di incontro e preghiera per chi vive o ha vissuto una separazione o un divorzio.
Gli incontri si tengono dalle 17.30 alle 19.30. ​Per informazioni:

don Luigi Rivolta
☎️ 351 818 7211
✉️ dgigi@gmail.com

PERCORSO FIDANZATI 2025-2026

CorsoFidanzati
Le Parrocchie di San Donato invitano tutte le coppie di fidanzati a mettersi in cammino per prepararsi al Sacramento del Matrimonio. Proponiamo tre itinerari, che si terranno tutti i lunedì sera, come occasione di incontro, preghiera e confronto. Chi desidera partecipare è invitato a scrivere al più presto per informazioni e iscrizioni.

Poasco – Maria Assunta in Poasco
• Dal 12 gennaio al 22 febbraio 2026
· Info: dgigi72@gmail.com

Santa Barbara
• Dal 13 aprile al 18 maggio 2026
• Info: mario.zaninelli@gmail.com

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione CookiePolicy