

Il Vangelo secondo Matteo con i suoi capitoli che vanno dal 5 al 7, ci accompagnerà per un lungo tratto nei giorni feriali della quaresima. Proprio al termine del quinto capitolo, dopo che Gesù ci ha detto di amare anche i nostri nemici, il Vangelo conclude con la frase dal vertice incredibile: «Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste» (Mt 5,48). L’invito di Gesù è un invito ad una tensione mai finita verso la perfezione. Ma tensione verso cosa? Il tempo forte della quaresima è il luogo per individuare la via che ci fa percorrere questa tensione, si tratta di percorrere con i nostri passi le orme del Signore sempre in movimento. La quaresima è sicuramente il tempo del silenzio; il silenzio avvolge i segreti dei nostri cuori, le nostre attese, il nostro essere in continua ricerca di qualcosa, o meglio, di Qualcuno. Molto spesso la nostra ricerca è indirizzata all’avere di più, un avere che qualche volta grava sulle spalle degli altri e se siamo onesti fino in fondo, riconosciamo che quel Qualcuno lo si cerca solo quando riconosciamo di essere insoddisfatti o aver smarrito il senso della vita sentendoci aridi d’amore o privi di sensazioni, di emozioni. Il nostro cercare è, in fondo, un elemosinare: un sorriso, una carezza, una parola. Frequentemente però, cerchiamo fuori di noi ciò che invece abbiamo dentro di noi ma che non riusciamo a riconoscere. Il cammino della Quaresima fatto con Gesù dipanerà questo affannoso ricercare. Saremo invitati a non fuggire il silenzio, a non volgere la nostra attenzione e il nostro sguardo all’esterno di noi stessi riempiendo il silenzio con tante parole vuote. Saremo invitati soprattutto nei nostri momenti di preghiera, a non parlare solo a noi stessi di noi stessi, che ci vincola a rimanere terribilmente chiusi come due gusci di noce ben saldati. Se ci pensiamo bene, l'uomo di oggi vuole vivere nel chiasso giornaliero, il silenzio fa paura; si illude di riuscire a trovare il silenzio con una fuga al mare o ai monti nei fine settimana, ma poi rimanere deluso.
Il deserto proposto è una dimensione più che un luogo; è caratteristica importante e costitutiva per la vita di ogni uomo in cui ritrovare se stessi per rendersi presenti agli altri. Il silenzio non può essere il contrario della Parola divina che è e rimane la sorgente nascosta e liberante; per questo la parola umana, riconoscendosi e accettandosi come parola “finita”, limitata, parziale, è verace nell’indicare l’orizzonte divino. Acconsentire al silenzio così inteso, significa quindi, mettersi in relazione vera con “il tu” di Dio perché il silenzio appartiene alla Parola divina. La quaresima è questo sintonizzarsi, è il tempo in cui ci si accorda su Gesù, Parola del Padre. Ci si isola per poter rispondere alla domanda che Gesù pone ai due discepoli di Giovanni Battista «che cercate?» (Gv 1,38), e la cui risposta è da custodire in continuazione, perché è sempre presente il rischio, nell’esperienza di fede, di “dare per scontate le motivazioni” del cammino di fede e della pratica religiosa. Allora, quale è la nostra risposta oggi? È ancora questo il nostro desiderio? Abbiamo voglia di metterci in gioco come veri discepoli di Gesù e scoprire con Lui dove abita e opera? Oppure, in fondo, troviamo più facile pensare che Gesù abbia dimora solo in un qualche luogo “sacro” circoscritto sia nello spazio (una chiesa, un santuario, una immagine sacra), che nel tempo (quella messa, quel momento di preghiera, quell’occasione di visita al santuario)? Solo facendo esercizio di discernimento, riusciremo in maniera del tutto nuova, ad affrontare la nostra quotidianità.
Un altro aspetto della quaresima è che questo è un tempo sospeso in cui sembra venir meno il sogno sull’oltre e forse mancano anche i sognatori; è questo un tempo nel quale le stesse parole dette, i nostri desideri, mostrano il rimpianto di aver perso qualcosa, ma non si sa bene cosa; è questo un tempo in cui anche la salute potrebbe essere colpita rischiando di farci abbattere sempre di più. È la condizione che, per la paura di non avere più un futuro, fa cedere alla tentazione di isolarsi, e di percorrere strade, nella nostra vita, in solitudine e in condizioni difficili come succede alla Samaritana (cfr Gv 4,4-42), senza essere mendicanti di uno sguardo o di una voce che si rivolga alla nostra vita e dia risposta alle nostre segrete invocazioni. In fin dei conti, cosa è il patimento se non una tenebra? Ma l’esperienza del passaggio dalle tenebre alla luce è resa possibile solo attraverso la relazione con Gesù. Tocca a noi fare ordine nel cuore, evangelizzare i nostri desideri lasciandoci trasformare dalla Sua Parola; tocca a noi rialzarci dai nostri nascondigli e uscire allo scoperto come ha fatto il cieco nato inviato alla piscina di Siloe (Gv 9,7). La Sua è voce che chiama a cui non possiamo resistere. Tocca a noi affrontare quella situazione che continuamente rimandiamo, donare quel perdono atteso o chiarire quella situazione ambigua. Tocca a noi riconoscerci ciechi e lasciarci guidare per essere guariti dalla potenza dello Spirito. «Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo» (Gv 9,5), è l’invito ad approfittarne per vedere il Tuo tempo nuovo in questo tempo vecchio e riuscire a vedere ciò che veramente nasce e non fermarci solo su quello che muore.
In fine, in questo silenzio abbiamo l’opportunità di alzare lo sguardo e fissare il Crocifisso. Lì è Dio che dà la vita, che ama fino alla morte, perché Gesù non è il ragioniere che fa il bilancio del dare e avere a seconda del bene e del male da noi fatto, è il Cristo della grazia e della gratuità. Siamo richiamati da quella Pasqua, a ripensare la nostra vita sulla frase posta inizialmente e scoprire che la “perfezione” richiesta, è la misericordia di chi sa lasciare andare il proprio cuore in frantumi per l’altro; non si tratta quindi di una perfezione vista come una recinzione sacra che tende solo verso l’alto, ma che si distende verso il fratello. Il Vangelo delle Beatitudini è il primo Vangelo che incontriamo nelle ferie della quaresima; invita a lasciarci invadere da questa perfezione; soffrire e gioire fin nelle viscere, commuoversi, compatire, sono tutte espressioni che non richiamano una chiusura, ma un’apertura di relazione con l’altro. Siamo noi davvero così? Abbiamo il cuore inquieto perché sentiamo di dover continuamente camminare, continuamente cercare? Allora, se ci mettiamo serenamente e umilmente davanti a Lui, quello che noi proviamo, quello che noi sentiamo, viene da Lui pian piano purificato. Chi è per me, per te Gesù? Facciamo entrare un po’ nel cuore questa domanda, perché sarebbe davvero bello poter rispondere non solo con le nostre parole, ma con la nostra stessa vita: «Tu sei il Cristo»; “Sei il Figlio di Dio”; “Sei la rivelazione del Padre”; “Sei la Parola definitiva”.

Ciao!
Siamo ormai arrivati in prossimità del Natale.
Come hai visto, quest’anno non siamo riusciti a passare a casa tua, per salutare e benedire la tua famiglia, perché le norme e il buonsenso non ce l’hanno consentito.
Ma non siamo rimasti con le mani in mano a guardare quello che succede attorno a noi: abbiamo provato, e stiamo provando, a cambiare le forme della nostra presenza, della presenza della nostra comunità cristiana, senza però cambiare quello che di più importante abbiamo da regalarvi: la presenza di Dio nella nostra e nella vostra vita.
Il nostro desiderio è di continuare ad essere comunità, ad essere famiglia anche adesso, anzi, soprattutto adesso, e non solo perché il Natale si avvicina, ma perché ci crediamo davvero e intensamente.
Nella nostra chiesetta Lui è sempre presente per vivere le Eucarestie quotidiane (lunedì e venerdì alle 18.00 e martedì-mercoledì-giovedì alle 8.30) e per accogliere chi vuole passare a stare un pò di tempo con Lui; la nostra cattedrale di san Francesco (la nostra cattedrale all'aperto) ha accolto le celebrazioni del sabato e della domenica e continuerà ad accoglierle: i nostri tecnici e registi (Fellini e Sorrentino, scansatevi) hanno studiato e sono riusciti a offrire la possibilità di assistere alle celebrazioni da casa per chi è in quarantena o per chi è responsabilmente attento alla sua salute e a quella dei suoi famigliari (canale Youtube distantimaunitisempre); il nostro coro (altro che il coro della Scala) si è "sparpagliato" in tutte le messe di orario per animarle con il canto; i nostri chierichetti ("ingiubboniti" e ben coperti) hanno fatto altrettanto per il servizio liturgico, così come anche i nostri lettori (che hanno vinto il freddo e la poca luce serale); alcune "ragazze" (le nostre Cenerentole) si sono rese disponibili per pulire e disinfettare le sedie dopo ogni celebrazione; il nostro consiglio pastorale (in riunioni epiche, per le mitiche inquadrature delle webcam o l'impossibilità di gestire i vari microfoni e chat di gruppo decisionali su whatsapp) ha accompagnato le riflessioni e le decisioni prese; le nostre catechiste (cantastorie e Giovanni Muciacia devono iniziare a tremare) hanno continuato ad accompagnare le nostre bambine e i nostri bambini; gli educatori preAdo e Ado (creatività e disponibilità sempre al massimo livello) da subito non si sono lasciati prendere dallo sconforto e hanno messo in gioco la loro passione educativa.
Menzione d’onore (non solo per l’età) per il mio personale A-Team (gruppo paramilitare presente da sempre e ulteriormente rafforzato negli ultimi mesi, tanto da ricevere chiamate anche da zone ultraRosse) è sempre sul pezzo per gestire le emergenze: Peppino ha costruito una sacrestia mobile per essere sempre pronto agli spostamenti, Carlo tiene pulito il pavimento della cattedrale di san Francesco, Angelo coordina le attività di aggiustamento e provvigione materiali, Rosita fa la segretaria da casa e il diacono Giuliano, come Hannibal Smith, gestisce tutte le operazioni.
E come dimenticare l’instancabile lavoro delle “ragazze Caritas” (Madre Teresa è contenta di loro), che non si sono fermate e hanno continuato ad esserci con la loro discrezione e con la loro amorevolezza, non solo un paio di volte l'anno, ma sempre, costantemente.

Sono proposte, sono modalità diverse da quelle di sempre, ma sempre con la stessa finalità:
vivere in comunità e personalmente il nostro essere di Gesù e il nostro essere in cammino con Lui e verso di Lui.
Le bambine e i bambini, insieme con le loro famiglie, vivranno un percorso che li porterà (speriamo) alla scoperta dell’importanza della preghiera e delle sue diverse modalità; un percorso che i più piccoli sono invitati a fare con i loro genitori, per riscoprire la bellezza e la semplicità della preghiera in famiglia. (schede catechismo)
In dicembre poi vivremo insieme con loro, nelle domeniche pomeriggio, “Il viaggio di Giuseppe e Maria”; le modalità di questo percorso le comunicheremo in base alle varie ordinanze e decreti che usciranno.

La prima media si troverà ogni settimana via zoom per vivere insieme il postCresima attraverso giochi e proposte pensate per loro.
La seconda e terza media vivrà invece un cammino particolare, “Lo strano percorso”:un viaggio verso il natale da vivere insie-me, anche loro via zoom.

Le nostre ragazze e i nostri ragazzi hanno iniziato a vivere insieme “Il circo della farfalla”. Dopo aver visto il cortometraggio, stiamo incontrando “artisti” che come il protagonista, trovano il coraggio e l’audacia di essere quello che sono. Il percorso ha al suo interno incontri di ascolto di testimoni, momenti di preghiera, momenti di scambio a piccoli gruppi, il tutto vissuto al momento via zoom.
Per gli adulti abbiamo iniziato un duplice percorso.
1.Il circo della farfalla
Dopo aver visto il cortometraggio, ogni settimana ne rivedremo un frammento che servirà da introduzione alla riflessione sulla Parola di Dio proposta per quell’incontro.
2. La lettura corsiva del vangelo di Matteo
Iniziamo la lettura del Vangelo di Matteo e il nostro desiderio è quello di leggerlo per intero. Ogni settimana ci sarà una proposta di lectio e di meditatio che aprirà la possibilità alla preghiera personale.
3. Il vangelo del giorno
Ogni giorno alle 6.30 è poi sempre possibile ricevere il Vangelo che la liturgia propone, con una semplice proposta di riflessione per iniziare la giornata.

Come penso sia facile intuire, quest’anno non potremo passare di casa in casa. Abbiamo pensato di essere comunque presenti con un piccolo gesto per questo Natale. Ogni famiglia riceverà “l’immaginetta di Natale” con una lettera in cui spiegheremo quello che abbiamo in mente.

“I poveri li avrete sempre con voi” ci ha detto Gesù. Da qui a Natale organizzeremo una giornata della Carità in cui raccoglieremo generi alimentari per le famiglie che in questo momento sono in difficoltà e per chi si avvale del servizio della mensa di Certosa a San Donato.
Anche la colletta alimentare cambia modalità. L’iniziativa storica del Banco Alimentare vedrà quest’anno una Colletta “dematerializzata”: dal 21 novembre all’8 dicembresaranno disponibili alle casse dei supermercati delle card da 2, 5 e 10 euro che verranno convertite in prodotti alimentari per tante persone in difficoltà.

www.parrocchiapoasco.it: sul nostro sito potrete trovare le schede per gli adulti e per i bambini, oltre che diverso materiale per la preghiera e la riflessione personale.
Il nostro canale youtube DistantiMaUnitiSempre dove ogni domenica alle 11.00 viene trasmessa in diretta la celebrazione eucaristica: iscrivetevi per ricevere la notifica dell’inizio della celebrazione.
Il nocciolo WhatsApp: è un modo “immediato” in cui ricevere:
1.Informazioni riguardanti la vita parrocchiale
2.Rimandi al sito per i vari incontri proposti
Chi non fosse ancora inserito nella lista del nocciolo WhatsApp, può farlo segurndo queste indicazioni

Dallo scorso 29 novembre, terza domenica di Avvento (prima per il rito romano), l’arcivescovo Mario ha approvato il “Rito della Messa per le comunità di rito ambrosiano”
Perchè cambiare?
Nel Motu Proprio “Magnum Principium” di Papa Francesco, del 3 settembre 2017, si sottolinea la necessità di procedere ad una revisione della traduzione con la preoccupazione di rendere “fedelmente il senso del testo originale”, nella convinzione che la fedeltà non coincide con una semplice letteralità formale ma si esprime nel rispettare il senso del testo originale. Una delle novità più impegnative è l’inserimento della dicitura “fratelli e sorelle” dove finora, ad esempio nella formula penitenziale del “Confesso a Dio onnipotente”, si parlava solo di “fratelli”.
Si tratta di venire incontro alla sensibilità sociale odierna e, nello stesso tempo, si sottolinea come vi sia un’attenzione sempre più marcata relativamente alla presenza delle donne nella Chiesa.
Altro piccolo cambiamento nel Gloria, dove l’espressione “uomini di buona volontà” viene cambiata in “uomini, amati dal Signore”.
La novità che ha suscitato più scalpore è quella che riguarda la nuova versione del Padre Nostro, già presente nella Bibbia CEI del 2008 che aveva trasformato il “come noi li rimettiamo ai nostri debitori” aggiungendo un “anche” al noi e codificando “non abbandonarci alla tentazione” invece del “non ci indurre in tentazione”. Possono sembrare inezie o superflui aggiustamenti, invece definiscono un preciso orizzonte teologico.
Ad esempio, l’aggiunta di quel “anche” è per rispettare l’andamento del testo, sia greco che latino, per una scelta di aderenza al testo originale. Quanto poi al “non abbandonarci alla tentazione” si tende a chiarire decisamente che non è Dio che ci provoca alla tentazione poichè Dio è custode del cammino dei suoi fedeli e, anche quando questi sono nella tentazione, non permette che siano vinti.
Faremo in fretta ad imparare le nuove formulazioni, anche perchè si raccomanda che, almeno per le prime domeniche, ci sia una voce guida che possa aiutare l’assemblea intera. Sono cambiamenti che hanno lo scopo di aiutare la comprensione del mistero celebrato: comprendere, celebrare e vivere sono modalità corrette per aprirsi alla novità che non cancella la tradizione ma la rende attuale attraverso un linguaggio ed una ritualità più facilmente accessibili alla cultura odierna.
Pubblichiamo di seguito uno schema delle variazioni che riguardano le risposte e le preghiere del popolo dei fedeli.




Il mese mariano ci offre l’opportunità di conoscere la figura vera di Maria.
Noi ci siamo inventati delle immagini false di Lei. Le abbiamo messo delle corone sulla sua testa, degli angioletti accanto, dei basamenti per innalzala al sopra di tutti... Dobbiamo vedere Maria come una di noi: una donna, una sposa, una mamma che è vissuta in mezzo ad un popolo schiavo della dominazione straniera.
La sua vita è stata, come quella di tutte le donne, ricca di gioie e di dolori, di paure e di speranze.
È beata perché ha creduto e saputo dire di si al progetto del Signore. E nella sua vita ha cantato la grandezza di Dio, le sue meraviglie realizzate in lei e nel suo popolo. Noi chi ascolteremo, chi serviremo, quali progetti realizzeremo? Dio ci ha fatto a Sua immagine e somiglianza; Gesù è venuto per vivere in mezzo a noi proponendoci un modello di vita, perché sappiamo donarci, perdonare, andare incontro alle necessità, senza misura, come ha fatto Lui.
Ecco come la nostra comunità cercherà di vivere intensamente questi giorni:
Come vivono la Via Crucis i cristiani che oggi sperimentano personalmente il dramma della persecuzione? In questo Venerdì Santo proponiamo una Via Crucis che arriva dalla Siria, il Paese ormai da anni devastato dalla guerra. A scrivere queste meditazioni è stato l’arcivescovo maronita di Damasco, Samir Nassar. Le proponiamo in una traduzione a cura di chicercate.net da questo testo apparso in inglese.
“Non si può distogliere lo sguardo e voltarsi dall’altra parte per non vedere le tante forme di povertà che chiedono misericordia. Non mi stancherò mai di dire che la misericordia di Dio non è una bella idea, ma un’azione concreta.La misericordia non è un fare il bene “di passaggio”, è coinvolgersi lì dove c’è il male, dove c’è la malattia, dove c’è la fame, dove ci sono tanti sfruttamenti umani. La verità della misericordia, infatti, si riscontra nei nostri gesti quotidiani che rendono visibile l’agire di Dio in mezzo a noi. Voi esprimete il desiderio tra i più belli nel cuore dell’uomo, quello di far sentire amata una persona che soffre.”
Papa Francesco
Per iniziare a vivere quanto ci ha detto Papa Francesco, ci viene proposta la 20ma Giornata nazionale della Colletta Alimentare che si terrà il 26 novembre.
I ragazzi delle nostre 3 parrocchie, già da diversi anni vivono questa esperienza con entusiasmo e disponibilità. E’ possibile partecipare anche per gli adulti, donando alcune ore della propria giornata come volontario.
A Poasco, saremo presenti tutta la giornata presso gli Alimentari Curtarelli. Chi volesse aderire e non ha dato il suo nome durante le messe, può rivolgersi a Claudio Speranza o a don Massimo entro mercoledì 23 novembre.
È Avvento. Ricordiamo che Gesù è venuto sulla terra. Dio ha detto: «Basta! Non voglio stare così solo, voglio scendere a contatto con l'uomo». Si è fatto uomo. Ha sposato una ragazza bellissima che è l'umanità.
Dio si è innamorato di questa ragazza e le ha detto: «Ti voglio sposare». E dinanzi alle resistenze della sua creatura: «Ma non ti preoccupare, ti purifico io. Anche se hai delle macchie sul volto, te le tolgo io. Anche quando sarai molto grande, e vecchia, appesantita dagli anni e dal peccato, ogni giorno verrò a toglierti una macchia e una ruga dal volto; ogni giorno diventerai più giovane, ti farò splendente, gli occhi tuoi saranno più profondi delle notti d'inverno».
Ci vuole bene il Signore, da morire! Nell'Avventosi ricorda tutto questo. Gesù è venuto e non si è stancato di venire. Gesù viene anche adesso. Ogni giorno.
Viene nella comunità. È presente in mezzo a noi tutte le volte che ci uniamo in nome suo. Perciò la domenica facciamo in modo di non mancare alla sua chiamata, perché vuol dirci che ci vuole bene e basta. Non vuole niente da noi. Vuole soltanto dare tutto l'amore che porta nel cuore. Per questo non vi preoccupate del fatto che se non venite a messa fate peccato, ma preoccupatevi perché vi sottraete a un flusso di grande amore.
Il Signore viene anche nella Parola. Facciamo il proposito, in questo Avvento, di leggere ogni giorno un brano del Vangelo perché non conosciamo abbastanza la parola di Gesù Cristo. Ci ha mandato una lettera d'amore, bellissima, e noi l'abbiamo messa nel cassetto senza aprirla. Se invece viviamo quello che ci ha detto, la vita cambierà, acquisterà un senso diverso.
Il Signore è venuto, viene e verrà.
Tonino Bello
SONO STATO FANCIULLO E ORA SONO VECCHIO
E NON HO MAI VISTO IL GIUSTO ABBANDONATO,
NÉ I SUOI FIGLI MENDICARE IL PANE». (SAL 37,25)
Il salmo parla di giusto che non viene abbandonato, ma la nostra opera è quella di rivolgerci a tutti, anche a coloro che non conosciamo. Ci eravamo lasciati nel corso della presentazione del bilancio economico della parrocchia, con l'intento di intervenire sull'azione caritativa della comunità. Immaginare oggi una Parrocchia - casa tra le case – che sia fraterna, significa aiutare la comunità a far entrare in stretto contatto tra loro Parola, Liturgia e dimensione caritativa. La testimonianza della carità fa acquisire la consapevolezza in ciascun battezzato e la comunità nel suo insieme, di una vita vissuta con disponibilità e servizio. Alcuni dati che mettono in rilievo quanto la comunità raccoglie e su come viene distribuito. L'impegno caritativo della nostra Comunità è volto attualmente e principalmente verso una ventina circa di famiglie in difficoltà economiche. Tale impegno si concretizza principalmente nel fornire loro un pacco mensile con provviste alimentari di beni di prima necessità quali: Pasta, Riso, Olio, Zucchero, Tonno, Carne in scatola, Pelati, Legumi in scatola, Dadi, Sale. A questi generi vengono aggiunti caffè, biscotti, dolcetti, the, salsine, dentifrici, spazzolini, detersivi e saponi vari sulla base di quanto la generosità della comunità ci consegna. Nell'approntare quanto poi viene consegnato, gli operatori volontari, valutano le variabili presenti all’interno del nucleo famigliare oggetto del sostegno quali la presenza di neonati (si aggiungono omogenizzati), anziani (pastine, semolini, omogenizzati), famiglie musulmane (niente carne in scatola e omogenizzati solo alla frutta), dati che vengono recepiti e trattati con molta discrezione dalla stessa Caritas. Nel 2015 abbiamo potuto così confezionare ed assegnare 240 pacchi sostegno per un totale corrispondente ai seguenti numeri:

Consulta il calendario eventi per scoprire le iniziative legate alla mostra

Per tutti i ragazzi e le ragazze dalla prima alla terza media, il martedi e il giovedì dalle 15 alle 17, presso il bar dell'oratoriodi Poasco, apre il servizio "Sapazio compiti", tenuto da alcune insegnanti volontarie della nostra comunità.
Il servizio inizierà martedì 27 gennaio.
Al primo appuntamento è bene presentarsi con un genitore in modo da compilare l'iscrizione
Per informazioni scrivere a: segreteria@parrocchiapoasco.it

Presso la Parrocchia di Poasco si riunisce mensilmente il Gruppo ACOR, che propone momenti di incontro e preghiera per chi vive o ha vissuto una separazione o un divorzio.
Gli incontri si tengono dalle 17.30 alle 19.30. Per informazioni:
don Luigi Rivolta
☎️ 351 818 7211
✉️ dgigi@gmail.com

Le Parrocchie di San Donato invitano tutte le coppie di fidanzati a mettersi in cammino per prepararsi al Sacramento del Matrimonio. Proponiamo tre itinerari, che si terranno tutti i lunedì sera, come occasione di incontro, preghiera e confronto. Chi desidera partecipare è invitato a scrivere al più presto per informazioni e iscrizioni.
Poasco – Maria Assunta in Poasco
• Dal 12 gennaio al 22 febbraio 2026
· Info: dgigi72@gmail.com
Santa Barbara
• Dal 13 aprile al 18 maggio 2026
• Info: mario.zaninelli@gmail.com