In occasione dell'ottobre missionario 2025, domenica 26 ottobre, la nostra comunità di Poasco rinnova il suo legame con i missionari del Pime, che negli anni hanno condiviso con noi momenti di preghiera, amicizia e servizio. Alcuni di loro, come padre Charles e padre Constant, hanno accompagnato i nostri ragazzi quando erano ancora seminaristi: oggi portano nel mondo quella stessa gioia e dedizione che li animava tra noi.
Attraverso le loro missioni, in Cambogia, dove si costruisce una casa per far crescere la comunità cristiana, e in Algeria, dove la musica diventa ponte di dialogo e di pace, sentiamo di partecipare anche noi all’annuncio del Vangelo che si fa gesto concreto, accoglienza e fraternità.
Durante la Giornata Missionaria, raccoglieremo fondi per sostenere i progetti di padre Charles e di padre Constant, come segno della nostra vicinanza e del nostro desiderio di costruire insieme un mondo più fraterno.
Camminiamo uniti, nella certezza che la missione non è solo “lontano”, ma è un legame vivo che unisce i nostri cuori e le nostre mani a quelle di chi, in ogni parte del mondo, lavora per costruire speranza.
In contanti:
Prepara una busta con scritto Missioni 2025 e imbucala nella cassetta delle offerte in chiesa (Poasco) .

LUNEDI 14 aprile
Dalle 18.30 alle 20.00 (Incarnazione)
GIOVEDI 17 aprile
Dalle 17.00 alle 19.00 (Incarnazione e Poasco)
VENERDI 18 aprile
Dalle 09.00 alle 11.00 (Incarnazione)
Dalle 16.00 alle 18.30 (Certosa e poasco)
SABATO 19 aprile
Dalle 9.00 alle 11.00 (Incarnazione)
Dalle 16.00 alle 18.30 (Incarnazione e Poasco)
Quest'anno la Via Crucis cittadina Partirà da Certosa con ritrovo alle ore 21 in Largo Unità di Italia e dopo 6 stazioni intermedie si concluderà alla chiesa dell'Incarnazione in via di Vittorio.
Di seguito le singole Stazioni e le indicazioni sul percorso:
Prima Stazione.
Casa ragazzi di don Chino. Situata al parchetto di Certosa, largo Unità di Italia nel cui cortile c’è un altare e una statua della Madonna. Si percorre poi la via Adda e la via Isonzo fino al numero 40.
Seconda Stazione.
Via Isonzo 40 – Asilo del Centro Aiuto alla Vita. Si cammina ancora in via Isonzo per svoltare in via Brenta e girare a sinistra in via Adige e arrivare in Piazza Tevere.
Terza Stazione.
Piazza Tevere. Tema dell’inclusione. Da piazza Tevere si svolta a sinistra e si precorre la via Piave fino ad imboccare una strada ciclabile che ci porta in via Greppi fino alla chiesa.
Quarta Stazione.
Largo Madre Teresa di Calcutta – Mensa Caritas. Si ripercorre a ritroso la via Greppi per arrivare al sottopasso ferroviario .
Quinta Stazione.
Via di Vittorio angolo via Parri. AFOL Scuola di specializzazione professionale.Si percorre il primo tratto della via Giuseppe Di Vittorio fino all’altezza del civico 9.
Sesta Stazione.
Le Cascine Negozio tenuto dai ragazzi di don Chino. Si riprende il percorso di Via Giuseppe Di Vittorio fino alle scuole elementari.
Settima Stazione.
Scuole Elementari. Percorrendo ancora la via Giuseppe Di Vittorio si giunge alla chiesa dell’Incarnazione.
8° Stazione.
Chiesa Incarnazione. Chiusura Via Crucis.
INCARNAZIONE
GIOVEDÌ SANTO
17.00 Lavanda dei piedi (ragazzi)
21.00 Messa “in Coena Domini”
S. MARIA AUSILIATRICE
VENERDI SANTO
15.00 Celebrazione
della Passione di Gesù
SABATO SANTO
21.00 VEGLIA PASQUALE
POASCO
GIOVEDÌ SANTO
17.00 Lavanda dei piedi (ragazzi)
21.00 Messa “in Coena Domini”
VENERDI SANTO
15.00 Celebrazione
della Passione di Gesù
SABATO SANTO
21.00 VEGLIA PASQUALE
L’ultima serata dei nostri quaresimali è affidata al teologo Don Giuliano Zanchi. A lui è affidato il difficile compito di cucire insieme l'esperienza concreta della testimonianza, la riflessione filosofica e il dato della rivelazione. La costellazione di riflessioni che ha guidato la serata erano legate al tema del custodire la vita come dono e come Grazia.
La Grazia precede la vita. Non si entra nella vita per merito, ma la si accoglie come un dono. L' ingresso nel mondo è accompagnato da un gesto di cura e tenerezza, che non si sottomette al criterio meritocratico. Sono amato prima di poter dimostrare il mio valore. Meglio ancora, è proprio l’amore gratuito che mi ha generato e mi tiene in vita, che rende possibile l’espressione del mio valore. In questo, riconosciamo la vita come grazia. Al contrario, l’esperienza del male è ciò che mi fa dubitare dell’esperienza promettente dell’esistenza. L’incontro con il male, nella mia esperienza, sembra negare la vita come grazia.
Fondamentalmente sono due le esperienze con le quali entriamo in contatto con il male. La prima è l’incontro con il male come finitezza. Incrociare questa dimensione del male non dipende dalla nostra libertà, ma dalla nostra natura. Siamo mortali, creature finite, con un termine crudo, ma evocativo, il prof. Zanchi ci ricorda che la nostra cultura odierna non perde occasione per ricordarci che siamo biodegradabili. La consapevolezza di questa finitudine ci fa male. Sembra negare la nostra sete di vita. L’esperienza della malattia, del dolore sembra negare il carattere promettente del vivere. Di fronte a queste esperienze non ci basta mai una spiegazione razionale delle cause. Ci domandiamo sempre: perché a me? Perché ora? Quello che è messo in dubbio è il senso stesso dell’esistere.
la seconda esperienza che facciamo del male è quella di sperimentarlo come scelta morale. Il sentimento della finitudine diventa la giustificazione di una libertà spregiudicata. Il desiderio ferito, umiliato, trova comunque il modo di realizzarsi, pur se in una forma paradossale.
Questo, ci ricorda Zanchi, è il modo in cui siamo toccati dall’esperienza del male. La prima volta ci interroga con la sofferenza che porta con sé, la seconda volta ti trasforma rompendo il legame promettente della vita. Il male fa pensare male. Ci rende increduli, sospettosi e insensibili. La logica del dono e la trasparenza della grazia vengono rese incredibili dal male.

don Fulvio Bertini
Lectio Divina
Durante la Quaresima ambrosiana l'Arcivescovo presiederà la Via Crucis nelle sette Zone pastorali della Diocesi per vivere insieme ai fedeli un momento di preghiera e riflessione sulla passione e morte di Gesù.
La Via Crucis si terrà a Vaprio d’Adda, partenza dall’oratorio San Giovanni Bosco alle ore 20.45, arrivo alla parrocchia di San Nicolò.
Ci ritroviamo alle ore 19.45 in p.za S. Barbara San Donato Milanese per il trasferimento verso Vaprio con mezzi propri e in condivisione.
Gemma Calabresi Milite
Testimone
LA CREPA E LA LUCE
Introduce don Umberto Bordoni
Il Sacco S3 di Alberto Burri
Gemma Capra è nata a Torino nel 1946. A soli 22 anni, nel 1969 sposa a Milano il commissario di Polizia Luigi Calabresi, con cui ha avuto 3 figli: Mario Paolo e Luigi. Dopo l’omicidio del marito, commissario di Polizia, avvenuto il 17 maggio 1972, si è dedicata all’insegnamento della religione nella scuola elementare Pietro Micca di Milano. Nel 1981 si è risposata con l’artista Tonino Milite da cui ha avuto un quarto figlio, Uber.
Ha scritto il libro: “La crepa e la luce” nel quale racconto il suo percorso dal giorno dell’omicidio del marito, 52 anni fa.
Silvano Petrosino
Filosofo
L’ENIGMA DEL PERDONO
Introduce don Mario Zaninelli
Thomas Merton e il perdono
Silvano Petrosino è nato a Milano. Studioso di filosofia contemporanea, si è occupato soprattutto del pensiero francese del dopoguerra soffermandosi in particolare sul pensiero di E. Lévinas e J. Derrida. Internazionalmente noto per i suoi studi sull’opera dei due filosofi francesi, ha tradotto in italiano diversi loro testi, dedicando ai due pensatori due monografie, successivamente tradotte anche in francese. E’ uno dei più apprezzati filosofi italiani. Oggetto dei suoi studi sono i legami tra la struttura della razionalità e la dimensione morale dell’agire umano, l’indagine relativa alla struttura dell’esperienza con particolare attenzione al rapporto tra la parola e l’immagine, il tema del luogo e dell’abitare. E’ titolare della cattedra di Teorie della comunicazione presso l’Università Cattolica di Milano. Insegna inoltre Filosofia morale presso l’Università Cattolica di Piacenza, Semiotica del testo giornalistico nell’Alta Scuola in Comunicazioni Sociali con sede presso l’Università Cattolica di Milano e Teoria dell’Informazione e della Comunicazione nel Master in Comunicazione Scientifica presso la Facoltà di Farmacia dell’Università Statale di Milano. Dal 1980 al 2007 ha insegnato Teoria della comunicazione presso l’Istituto per la Formazione al Giornalismo della regione Lombardia.
don Giuliano Zanchi
Teologo
LA GIUSTIZIA PIÙ GRANDE
Introduzione musicale
Giuliano Zanchi (1967), prete di Bergamo dal 1993. Licenziato in Teologia fondamentale presso la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale è direttore della Rivista del Clero Italiano e docente di Teologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. A Bergamo è stato direttore del Museo diocesano (2008-2019) e ora è direttore scientifico della Fondazione Adriano Bernareggi. È membro del comitato di redazione della rivista «Arte Cristiana». Si occupa di temi ai confini tra estetica e teologia. Ha pubblicato Lo spirito e le cose. Luoghi della liturgia, Vita e Pensiero, 2003; La forma della chiesa, Qiqajon, 2005; Salomone e le formiche, Vita e Pensiero, 2010; Il Genio e i Lumi. Estetica teologica e umanesimo europeo in François René de Chateaubriand, Vita e Pensiero, 2011; Prove tecniche di manutenzione umana. Sul futuro del cristianesimo, Vita e Pensiero, 2012; L’arte di accendere la luce. Ripensare la chiesa pensando al mondo, Vita e Pensiero, 2015; Rimessi in viaggio. Immagini della chiesa che verrà, Vita e Pensiero 2018; Luoghi della grazia, San Paolo 2018; Un amore inquieto. Potere delle immagini e storia cristiana, EDB 2020; I giorni del nemico, Vita e Pensiero, 2020; La bellezza complice. Cosmesi come forma del mondo, Vita e Pensiero, 2020; Qualcosa ci parla. Sussurri e grida tra una tempesta e l’altra, Messaggero, 2021; La giustizia più grande, EDB, 2021; Icone dell’esilio. Immagini vive nell’epoca dell’Arte e della Ragione, Vita e Pensiero 2022.
Quest'anno la Via Crucis cittadina Partirà da Certosa con ritrovo alle ore 21 in Largo Unità di Italia e dopo 6 stazioni intermedie si concluderà alla chiesa dell'Incarnazione in via di Vittorio.
Di seguito le singole Stazioni e le indicazioni sul percorso:
Prima Stazione.
Casa ragazzi di don Chino. Situata al parchetto di Certosa, largo Unità di Italia nel cui cortile c’è un altare e una statua della Madonna. Si percorre poi la via Adda e la via Isonzo fino al numero 40.
Seconda Stazione.
Via Isonzo 40 – Asilo del Centro Aiuto alla Vita. Si cammina ancora in via Isonzo per svoltare in via Brenta e girare a sinistra in via Adige e arrivare in Piazza Tevere.
Terza Stazione.
Piazza Tevere. Tema dell’inclusione. Da piazza Tevere si svolta a sinistra e si precorre la via Piave fino ad imboccare una strada ciclabile che ci porta in via Greppi fino alla chiesa.
Quarta Stazione.
Largo Madre Teresa di Calcutta – Mensa Caritas. Si ripercorre a ritroso la via Greppi per arrivare al sottopasso ferroviario .
Quinta Stazione.
Via di Vittorio angolo via Parri. AFOL Scuola di specializzazione professionale.Si percorre il primo tratto della via Giuseppe Di Vittorio fino all’altezza del civico 9.
Sesta Stazione.
Le Cascine Negozio tenuto dai ragazzi di don Chino. Si riprende il percorso di Via Giuseppe Di Vittorio fino alle scuole elementari.
Settima Stazione.
Scuole Elementari. Percorrendo ancora la via Giuseppe Di Vittorio si giunge alla chiesa dell’Incarnazione.
Ottava Stazione.
Chiesa Incarnazione. Chiusura Via Crucis.
Chiesa del Santissimo Crocifisso
Ogni venerdì di Quaresima
8.30—13 / 14.30–19
Tutti gli incontri, se non indicato diversamente si svolgeranno presso la chiesa del Santissimo Crocifisso, via Trento, San Donato Milanese.
