Redazione

piazzaAnche quest’anno, Poasco si prepara a vivere la sua Festa Patronale con un periodo ricco di eventi, che uniranno tradizione, cultura e divertimento.
Dal 5 al 14 ottobre, il paese si animerà con appuntamenti pensati per tutte le età, dalle celebrazioni religiose agli spettacoli, dai momenti di riflessione agli intrattenimenti per famiglie e bambini.

Sabato 5 ottobre alle ore 21:00, il primo appuntamento sarà con il gruppo de "I Maperchè", che presenteranno “UNO SPETTACOLO FATTO CON IL CULT”, un mix di comicità e cultura per iniziare la festa con il sorriso.

Domenica 6 ottobre, spazio allo sport e al divertimento in famiglia con la tradizionale biciclettata "TUTTI in BICI", con ritrovo in piazza alle 14:30, che porterà i partecipanti alla scoperta dei territori intorno a Poasco. Al rientro merenda per tutti. Sarà anche possibile iscrivere i bambini al catechismo durante l'evento.

Il giovedì sera, 10 ottobre alle ore 21:00, la festa si arricchisce di un momento culturale con la presentazione della mostra SUB TUTELA DEI, dedicata alla figura di Rosario Livatino, il giudice siciliano vittima della mafia, proclamato beato nel 2021.

La devozione religiosa avrà il suo fulcro venerdì 11 ottobre alle ore 20:45 con la processione Mariana per le vie di Poasco e Sorigherio, un evento molto sentito dalla comunità. La processione partirà dal complesso di via delle Cascine.

Sabato 12 ottobre segna l’inizio ufficiale della Festa Patronale con la Santa Messa dedicata agli ammalati, alle ore 17:00, presso il complesso di via delle Cascine.
La giornata proseguirà con l’apertura degli stand gastronomici e dei giochi alle ore 19:00, e si concluderà in bellezza con un concerto della band "Ecoversia" in piazza alle ore 21:00.

Domenica 13 ottobre sarà il cuore della festa, con la tradizionale Santa Messa in piazza alle ore 10:30 ed il Pranzo della Festa alle ore 13:00, un momento conviviale per tutta la comunità.
Si ricorda che per partecipare al pranzo è necessaria la prenotazione al numero 3358097606 entro giovedì 10 ottobre.
Nel pomeriggio, a partire dalle 15:30, sarà il momento della Sfilata in abiti storici accompagnata dal gruppo di sbandieratori e musici di Capriolo e di un evento unico e coinvolgente: il Palio dei "Ballonibus", tradizionale competizione divertente e originale che decreterà la contrada vincitrice.
Al termine, ci sarà spazio per una partita a scacchi in piazza grazie alla presenza della "Scacchistica Bassa Milanese", che metterà a disposizione scacchiere e orologi per tutti i partecipanti.
La giornata si chiuderà con la musica degli SMUFS, che animeranno la serata e con l'estrazione dei numeri vincenti della sottoscrizione a premi 2024..

La festa si concluderà lunedì 14 ottobre con la celebrazione della Santa Messa per tutti i defunti della parrocchia, alle ore 21:00.

La Festa Patronale di Poasco e Sorigherio è un’occasione speciale per riunire la comunità, celebrando insieme la fede, la tradizione e il piacere di stare insieme. Vi aspettiamo numerosi per condividere momenti di gioia e partecipazione!

Scarica il programma completo della Festa Patronale 2024

LogoSDMCon le votazioni di sabato 8 e domenica 9 febbraio si è concluso il percorso per le elezioni del consiglio pastorale cittadino.
Questo passo, ci vede avanzare in quel cammino, intrapreso oramai da qualche anno, che chiede a tutte le 6 parrocchie di san Donato Milanese di crescere nel cammino comunitario.

I Membri laici a cui si aggiungono i memdri di diritto (presbiteri, diaconi, religiose ...) del nuovo consiglio sono:

Barbera Manuel, Bigagnoli Angelo, Casella Lorenzo, Casella Pietro, Caserini Mattia, Checcacci Laura, Colasuonno Silvia, Ghilardi Luigi, Giansanti Danilo, Livraghi Antonella, Marangon Valeria, Matarrese Gianluigi, Mazzoleni Samuele, Mezzanzanica Luigi, Montanini Marta, Negrini Sara, Paoletti Marco, Ruberto Matilde, Rubino Paola, Salvato Pietro, Sandrucci Michele

l'11 marzo tutti i membri uscenti dei consigli pastorali unitamenre ai nuovi eletti, saranno invitati a riunirsi per il passaggio delle consegne.

Quali atteggiamenti oggi, proprio io, e noi tutti insieme, possiamo coltivare per disarmare il cuore e costruire percorsi quotidiani di pace e riconciliazione?

Amos Oz tenne la sua ultima conferenza il 3 giugno 2018, alla Cymbalista Jewish Heritage Center presso l’Università di Tel Aviv. Amos Oz morì il 28 dicembre del 2018.

Ci lasciò un pensiero estremamente attuale: “Fra noi e i palestinesi c’è da più di cent’anni una ferita aperta, anzi c’è una ferita infetta, piena di pus. Non si cura una ferita con un bastone. In realtà non ho nulla contro il bastone, di per sé. Non sono un pacifista. Per tutta la vita ho sempre creduto, e lo credo ancora oggi, che il male assoluto stia nella aggressività, nella sopraffazione. E la sopraffazione non di rado va fermata con la forza. Coloro che liberarono dai nazisti non erano degli attivisti pacifisti ma dei soldati Alleati con tanto di elmetto e mitra. Per questa ragione non sono un pacifista bensì un combattente per la pace, un paladino della pace. Ma nessuna ferita si cura con un bastone. No. Una ferita va curata, ad un certo punto bisogna pur cominciare. Prima di tutto bisogna trovare la lingua della cura. ‹‹Soffri. Lo so. Soffro anch’io. Su, ricominciamo insieme››. Parole semplici. Banali. Basta dirle, e dirle nel modo giusto”.

“Perché la faida fra noi e i palestinesi è così complicata, perché fa uscire di testa persone solitamente ragionevoli, tanto qui da noi quanto nel resto del mondo? Perché la gente è così disorientata? Gli arabi palestinesi ci fanno contemporaneamente due guerre: quella legittima è la guerra per il diritto del popolo palestinese a essere libero nella propria terra. Qualunque persona ragionevole, pur non  approvando i mezzi, direbbe che è un obiettivo legittimo. Ma il popolo palestinese combatte contemporaneamente anche per far sì che noi si perda il diritto di essere un popolo libero nella nostra  terra. Per far sì che anche noi non si abbia quel che loro chiedono per sé stessi. Per noi è la stessa cosa. Essenza del pensiero sionista: ‹‹Essere un popolo libero nella propria terra››. Il ‹‹ritornismo››. ‹‹Resta ancora tanto da dire››

Leggi tutto: Uno sguardo evangelico sul presente di guerra

Sottocategorie

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione CookiePolicy