I volti della cronaca degli ultimi giorni in dialogo con la Passione di Gesù
La Via Crucis è meditazione e preghiera sulla Passione di Gesù ma anche cammino di conversione per ciascuno di noi e per il mondo. Per questo vogliamo viverla facendo dialogare la Sua salita al Calvario con alcune storie che la cronaca in questi giorni ci ha posto davanti agli occhi.
I STAZIONE - GESU' CONDANNATO A MORTE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: "Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?". Gesù rispose: "Io lo sono! E vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo". Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: "Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia: che ve ne pare?". Tutti sentenziarono che era reo di morte. (Marco 14, 61-64)
Josef Mayr-Nusser, proclamato beato sabato 18 marzo a Bolzano, firmò la sua condanna quando mise per iscritto il suo no a Hitler. Davanti al plotone delle SS aveva trovato il coraggio di non giurare fedeltà al Fuhrer "per motivi religiosi e politici". La sua coscienza, formata nell'Azione Cattolica e nella San Vincenzo, lo spinse a non evitare il campo di concentramento, pur di "resistere" all'ideologia del capo. Morì a 34 anni nel carro bestiame che lo portava a Dachau, lasciando l'amata moglie Hildegard e il piccolo figlio Albert che oggi dice: "La condanna accettata da mio padre è una testimonianza per tanti giovani".
Controcorrente,
andare in senso inverso,
accorgersi che c'è bisogno
di capire e agire diversamente.
Chi ne ha il coraggio?
Tu, il Cristo, sei l'unico Maestro,
l'unica guida che voglio seguire.
Il tuo potere è l'amore,
anche del nemico,
la tua forza è il perdono.
Padre Nostro...
II STAZIONE - GESU' CARICATO DELLA CROCE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
Egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
(Is 53, 4)
Due attentati hanno fatto 40 vittime mercoledì 15 marzo nel cuore di Damasco. I kamikaze hanno bagnato nel sangue il sesto triste anniversario della guerra in Siria: 470 mila le persone uccise dall'inizio del conflitto, migliaia di donne e bambini in fuga.
Il peso anche psicologico di questa violenza quotidiana lo ritroviamo sulle spalle di quanti sono riusciti a scappare all'estero, come i 30 profughi accolti a Ravina di Trento nel marzo 2016 grazie al primo riuscito "corridoio umanitario".
Con una torta al cocco abbiamo festeggiato con loro il primo anno in Italia, ma le immagini tv che arrivano qui dal loro Paese preoccupano: "In Siria ci sono ancora troppi Stati stranieri a fare la voce grossa - ci ha detto il portavoce Abu Rabia - devono tornare a parlare i cittadini siriani".
Cristo, Uomo nuovo,
ci mostri la via:
farsi carico delle sofferenze dei fratelli.
Immaginare per loro passi più leggeri.
La gioia profonda di farsi accanto
e inventare strade nuove di salvezza.
Padre Nostro...
III STAZIONE - GESU' CADE PER LA PRIMA VOLTA
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia;
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
(Is 53, 3)
Nella terra si cade, ma con la terra ci si può anche rialzare.
Il quinto rapporto "Agromafie 2017" presentato da Coldiretti denuncia l'impressionante crescita del volume di affari in campo agricolo (21,8 miliardi di euro, il 30 per cento in più) realizzati dai grandi gruppi criminali con i prodotti che arrivano nei nostri piatti: la mozzarella al clan dei casalesi, il pane alle cosche camorriste...
Una "reazione" coraggiosa passa anche dall'invocata approvazione in Senato della legge sui beni confiscati ai mafiosi.
Per rialzarsi e "redistribuire" le proprietà una buona notizia viene dal Ministero dell'agricoltura che ha lanciato la "Banca della terra agricola nazionale": 8 mila ettari coltivabili offerti con mutui agevolati agli under 40.
Uomo dei dolori,
colpito, maltrattato e offeso,
chi ti rialza?
Cosa ferma la mano che ti deturpa?
Come puoi rialzarti
se ci voltiamo dall'altra parte?
Cristo, dacci intelligenza,
dacci determinazione,
dacci lucidità politica
per contribuire alla dignità dei fratelli.
Padre Nostro...
IV STAZIONE - GESÙ È AIUTATO DAL CIRENEO
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. (Luca 23, 26)
Non si può capire l'arcivescovo Oscar Arnulfo Romero, assassinato il 24 marzo 1980, senza conoscere il gesuita Rutilio Grande, amico inseparabile, pure martire della giustizia tre anni prima. Era il 12 marzo 1977, esattamente 40 anni fa, quando gli squadroni della morte uccisero padre Rutilio mentre si recava a trovare un ammalato assieme a due campesinos, pure trucidati.
Nel 2014 l'arcidiocesi di San Salvador ha iniziato il processo per la sua beatificazione. "Padre Rutilio non era un agitatore - ha testimoniato in questi giorni ad Avvenire padre Rodolfo Cardenal -. Era un buon parroco. Che cercava di incarnare nel contesto salvadoregno le suggestioni del Concilio Vaticano II ". Un cireneo che accompagnò anche la coraggiosa conversione ai poveri di Romero.
Chi sostiene i poveri aiuta Dio,
chi si pone al loro fianco
porta la croce di Cristo.
Dove sono i cirenei di oggi?
Siamo pronti
a dare testimonianza dell'amore?
Padre Nostro...
V STAZIONE - LE PIE DONNE CONSOLANO GESU'
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevamo il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: "Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: ‘Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato'. Allora cominceranno a dire ai monti: ‘Cadete su di noi', e alle colline: ‘Copriteci'. Perché se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco? (Luca 23, 27-31)
Nell'incontro di preghiera che il 10 marzo a Milano ha accompagnato il ricordo di dj Fabo nella chiesa di Sant'Ildefonso, vicino all'oratorio della sua infanzia, c'era una duplice presenza femminile decisiva in prima fila. Quella della mamma Carmen che ha voluto questo momento così partecipato e della fidanzata Valeria che ha accolto con un sorriso l'abbraccio di tanti amici e conoscenti. Nel suo breve intervento ha anche detto rivolgendosi a Fabiano: "Mi bastate tu e la mamma, mi dicevi sempre, ma io ti conoscevo e sapevo che non era vero, che soffrivi tanto...".
Con un abbraccio mamma Valeria ha avvolto Valeria in lacrime, mentre il parroco osserva "E' difficile nella sofferenza e nella solitudine vedere Dio. Ma stasera siamo in tanti. Fabo ci ha radunati".
Amare un figlio che soffre,
un compagno tormentato dal dolore.
Stare accanto.
Affidare a Dio la sua strada,
alla comunità il suo ricordo.
Cristo sei nostro fratello nel dolore,
nelle tue braccia sulla croce
sentiamo il tuo abbraccio di pace.
Padre Nostro...
VI STAZIONE - GESU' INCHIODATO ALLA CROCE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso. (Is 50, 6-7)
I flagellatori di oggi hanno anche il viso imberbe e il braccio tatuato di tanti bulli, che alimentano a vicenda il bisogno di affermazione personale e la fuga da una povertà di relazioni autentiche. A Vigevano quattro di loro sono stati arrestati e sei denunciati, una vera e propria baby gang, per aver preso di mira uno studente quindicenne, stalkerizzandolo con violenze fisiche e minacce anche tramite i social network, in questo caso strumento di tortura psicologica. "Un segnale di indebolimento di civiltà", ha commentato il vescovo di Vigevano, Maurizio Gervasoni.
No, la sofferenza inflitta
da uomo a uomo no.
Ferma la mano, pensa prima di colpire.
L'umanità offesa
grida la richiesta di giustizia.
Le mani si aprano
a guarire le ferite,
a spezzare le catene.
Padre Nostro...
VII STAZIONE - GESU' MUORE IN CROCE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito". Detto questo, spirò. Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: "Veramente quest'uomo era giusto". Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo. (Luca: 23, 44-49)
Di morte si parla anche in Parlamento in queste settimane. La cronaca incalza, ma i politici chiedono e prendono tempo perché il testo di legge sul fine-vita comporta scelte chiare e altrettanto cruciali. "Dispiace che su un argomento così delicato in Aula ci fossero poche persone", ha osservato il segretario della Cei mons. Galantino, mentre i parlamentari invocano congrui spazi per affrontare l'esame di tanti emendamenti che potrebbero nascondere anche minacce alla dignità e alla libertà della persona. Un tema "trasversale", il fine vita, che meriterebbe un consenso più ampio possibile.
Insegnaci, o Signore,
a contemplare
il tuo volto crocifisso,
pensando che "la croce
è la porta della Resurrezione"
- come ha detto il Papa
all'Angelus domenica scorsa -
e "non un ornamento da indossare".
Padre Nostro...
VIII STAZIONE - GESU' DEPOSTO NEL SEPOLCRO
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
Gli si diede sepoltura con gli empi,
con il ricco fu il suo tumulo,
sebbene non avesse commesso violenza
né vi fosse inganno nella sua bocca. (Is 53, 9)
È arrivato anche il momento del silenzio, della presenza orante, dell'ascolto silenzioso anche di quanto non viene detto.
Quell'accompagnamento che anche i giovani di Padova - in una delle tante esperienze quaresimali nascoste che fioriscono nelle diocesi italiane - esercitano nella giornata di venerdì entrando come volontari con le suore elisabettiane francescane dentro Casa Santa Chiara, l'hospice che accogli malati terminali.
O Signore,
allenaci ad ascoltare,
con pazienza e attenzione,
perché - come ha detto Francesco
la scorsa settimana
ai volontari di Telefono Amico -
"l'ascolto nasce dal silenzio
ed è la manifestazione
più semplice di carità
verso i fratelli".
Padre Nostro...
Per i meriti della Sua Passione e Croce
il Signore ci benedica e ci custodisca.
Amen
Fonte: http://www.vinonuovo.it












