CELEBRIAMO partecipando alle celebrazioni attorno al nostro Arcivescovo: non saremo in Duomo con lui, né nelle nostre chiese, con la comunità. Ma siamo comunque ATTORI della CELEBRAZIONE.
CELEBRIAMO anche nelle nostre case, con le persone che vivono con noi, attraverso segni, gesti, preghiere: non è una semplice preghiera, ma può essere una vera CELEBRAZIONE se scegliamo di metterci tutto noi stessi.
Abbiamo predisposto il materiale che riguarda la celebrazione della domenica delle Palme, Giovedì Santo, Venerdì Santo, Sabato Santo e domenica di Pasqua. Sono suggerimenti (testi, immagini, preghiere, segni, gesti) che presuppongono il desiderio di CELEBRARE in casa, con la nostra famiglia. Richiedono anzitutto una scelta: dedicare quindi tempo per PREPARARE LA PASQUA, proprio come hanno fatto i discepoli di Gesù.





«“Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18,20)”. E ne sentiamo la presenza non solo se accompagniamo la santa Messa in televisione o sul web, ma anche e soprattutto se dallo Spirito Santo ci lasciamo radunare, qui, nella nostra casa nel suo nome – spiega nell’introduzione don Mario Antonelli, Vicario episcopale per l’Educazione e la Celebrazione della Fede -. Nome di Gesù ascoltato nel racconto del suo amore, del suo morire, del suo risorgere. Nome di Gesù invocato nella gratitudine per la gioia di essere figli e fratelli e nella speranza che tutti la accolgano. Nome di Gesù cantato come consolazione di Dio e luce per questi nostri giorni di struggente tribolazione. Qui, nella nostra casa, trama di affetti impegnativi e dolcissimi, intreccio quotidiano di responsabilità, parole, gesti e silenzi per l’amore e il perdono: dimora ospitale di Dio, piccolo cenacolo di Gesù, tempio dello Spirito Santo».








