1 quaresima 2015Prendere sul serio la quaresima, significa correre il rischio reale della conversione. Come Gesù, siamo invitati a fare deserto, a ritagliarci spazi di silenzio, di rinuncia a noi stessi, per preparaci alla Pasqua; a porre dei gesti di attenzione per verificare il nostro stato spirituale. Siamo invitati a salire, allenarci per fare in modo che la nostra anima ci raggiunga. La quaresima fa un po’ pensare a cose tristi, quei piccoli sacrifici che siamo chiamati a fare; una piccola somma da destinare alla quaresima di solidarietà. Forse però, dobbiamo avere un approccio diverso alla quaresima, quello cioè di gettare le maschere e non soltanto quella di carnevale, ma molto di più quelle che non riusciamo a toglierci nella vita reale e nemmeno davanti a Dio. Quaranta giorni che ci vengono donati per imparare a vincere nella nostra vita, la paura della luce del vangelo. Sono quaranta giorni non di mortificazione anche se occorre mortificare ciò che va mortificato, sono quaranta giorni nei quali dobbiamo vivificare ciò che va vivificato. Allora, dire quaresima è dire conversione. “Convertiti e credi al vangelo” sarà questa la frase che ci verrà detta al momento di ricevere sul capo delle ceneri. Tuttavia questa frase non significa due azioni successive: mi converto e poi credo al vangelo. È una unica grande azione: convertirsi è credere in Dio. Laconversione non è sinonimo di rinuncia, di tristezza, di minaccia, ma distupore, di libertà. Non è uno stato regressivo, cioè un andare indietro, convertirsi è un balzo in avanti. Conversione è seguire Gesù, è vivere con Gesù, è vivere come Gesù. La preghiera ci viene in aiuto per coltivare e far crescere questo stupore. Sono spazi di silenzio - il silenzio dalle cose mondane come grande maestro che porta con sé tantissimi doni – e di ascolto della Parola per farci arrivare in profondità al proprioio. L’augurio che faccio a me, a te che mi leggi, è che, aiutati in profondità dallo Spirito Santo, lo stupore dell’incontro, della relazione con Gesù Uomo del Vangelo, ci possa portare - dopo giorni intensi, seri, forti al traguardo del gioioso mattino di Pasqua.

Diacono Giuliano

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