StatuaSMAJPGASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
Ap 11, 19 – 12, 6. 10ab; Sal 44; 1 Cor 15, 20-26; Lc 1, 39-55

Una decisone, il cammino, l’incontro, l’esplosione di gioia e di lode. Il passo del Vangelo di Luca ci presenta la decisione di Maria di mettersi in cammino per raggiungere la cugina Elisabetta. È la bellezza di un incontro tra persone che non si misurano, che tra loro non entrano in competi-zione nella scala dell’importanza, ma si accolgono l’un l’altra riconoscendo reciprocamente le meraviglie che Dio ha operato in ciascuna di loro. Siamo alla presenza di un Vangelo che è unico perché presenta l'unica pagina in cui le protago¬niste sono due donne senza nes¬sun'altra presen-za che non sia quella del mistero di una vita pulsante nel loro grembo. Di più, è pagina in cui a profetizzare sono le madri: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo». È la parola di E¬lisabetta, che prolunga il giuramento irre¬vocabile di Dio, che per mezzo di Maria viene esteso ad ogni creatura. È questo l’incontro che avviene nella più totale gratuità perché entrambe le madri sono capaci di riconoscere, accogliere, apprezzare l’altra nella vocazione che Dio ha riservato loro.
Oggi celebriamo Lei, Maria, la donna vestita di sole, la tutta bella il cui sì ha reso possibile l’impossibile: il prendere carne del Verbo di Dio. Maria è il luogo di questo incontro e per questo lei è la nostra casa e la nostra storia; Maria ci riguarda perché è madre: madre di Gesù Cristo il Figlio di Dio e madre nostra. In lei la speranza diventa evento per tutti: «di generazione in gene-razione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono»; in lei ciascuno di noi può dirsi e riconoscersi felice. Anche il mondo complicato come il nostro si dirà beato perché davvero Dio incontra la nostra storia, si fa nostra storia per dare a ciascuno di noi, qualunque sia la condizio-ne di vita, la possibilità di essere vivi e non morti. L'impressione di gloria perfino eccessiva che il testo dell'Apocalisse ci ha tratteggiato e che rischia di farcela percepire come lontana, è subito bilanciata dallo sguardo sulla sua vita, sulla sua fatica, sul suo cammino, sul suo itinerario con-creto della fede. Qui la sentiamo a pieno titolo compagna di viaggio, madre che tiene per mano i suoi figli e ne conosce la voce, ne sa il dolore, ne penetra la speranza.
Del resto, è lei a dircelo con lo stupore davvero profondo che ha ispirato le parole del Magnifi-cat. Ci dice che il cammino della nostra fede avviene su queste strade; le strade dove si vive la ferialità dei giorni nei quali sentimenti, vicinanze, affetti, attese, speranze, si intrecciano nella vi-ta di ognuno di noi. E se queste strade le percorriamo avendo nel cuore le parole di Maria, non camminiamo verso il buio, ma andiamo incontro alla luce, andiamo incontro alla vita che più desideriamo. Maria è davvero donna sorpresa di quanto Dio ha fatto dando spazio ad una crea-tura umile e fragile; è stupita da come Dio realizzi sentieri di grazia e di luce attraverso la sem-plicità di persone povere. Questa è la ragione per la quale la solennità di oggi è pervasa da un clima di fiducia, nel quale si può osare un linguaggio di confidenza. Se con la risurrezione e l’ascensione di Gesù anche la polvere della Galilea risiede nella Trinità, l’Assunzione di Maria – umile donna eletta che tuttavia rimane creatura – vede il suo corpo fisico portato nella pienezza assoluta. Allora oggi è giorno di grande speranza per chi crede, perché quella sarà anche la no-stra vita futura. Non c’è scienza né sapienza umana che possa spiegare questo, solo la fede in Gesù di Nazareth.


Certo, oggi la contempliamo gloriosa e ci parrebbe anche irraggiungibile, eppure se entriamo bene nell’ascolto della Parola che sta accompagnando la nostra celebrazione, scopriamo accenti diversi. Paolo infatti, annuncia come il dono della Pasqua del Signore, sia promessa di vita che non tramonta. Se è stato eccezionale e unico il dono con cui Maria è giunta alla gloria perenne perché madre di Gesù, il punto di arrivo, ci dice Paolo, è di tutti; il traguardo della vita nella pie-nezza dell’amore eterno del Padre, quello della luce che non tramonta, è dono a disposizione di tutti, perché frutto della Pasqua del Signore Gesù Cristo. E questa è la ragione profonda per la quale la solennità di oggi dispone l'animo alla speranza. L’esito finale sarà l’affermazione di Dio Padre in tutto il suo splendore di amore e di comunione: «Poi sarà la fine, quando egli conse-gnerà il regno a Dio Padre». La speranza è davvero come una «piccola sorella che tiene per ma-no la fede e la carità» (C. Peguy); la speranza può aiutarci, può donarci un’interpretazione radi-calmente alternativa, capace cioè di far vedere e cogliere i segni discreti di una Presenza che vie-ne con passo lieve a visitarci per riannodare il nostro filo spezzato. La speranza, la forza e la ra-dicata presenza di Cristo nella nostra vita, permettono alla nostra storia ancorché fragile, di vi-vere la capacità di aspettare e non solo di sognare cieli nuovi e terra nuova (cfr 2 Pt 3,13). Se la morte è vinta, non c’è più paura che possa prevalere dentro e contro di noi.
La vicenda di ciascuno di noi, di tutti noi, è collocata in questo meraviglioso epilogo della storia insieme a Maria. Come discepoli e credenti siamo chiamati allo stesso agire di Maria e come lei, siamo chiamati a gioire perché, tramite il Figlio Gesù, incontriamo Dio Padre, la sorgente, il fon-damento e l’approdo della nostra esistenza. È per questo che la liturgia di oggi, ci apre ad una preghiera fiduciosa di affidamento sincero, di consegna fatta nella fede con la semplicità di cuo-re, perché tu Maria conosci il nostro linguaggio e conosci il nostro travaglio. Tu infatti, hai per-corso i passaggi anche bui del cammino della fede (Gv 19,25) accogliendoli nella fede. Allora, se questo è il dono di Dio, e se questo è il volto di una madre che ci è stato consegnato per il no-stro cammino di fede, ognuno di noi può osare; può osare la preghiera ed essere fiduciosi nella possibilità di rinascita, anche se la vita ci proverà duramente. «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore», tu Maria sai ascoltare i tempi del nostro buio, le fa-tiche delle nostre incertezze e allora accogli sempre la nostra preghiera di intercessione e ponila al tuo figlio Gesù come hai fatto a Cana di Galilea.

Gli orari delle messe nel fine settimana

Sabato
ore 17.00

Domenica
Ore 11.00 - 17.00

In questo periodo gli spostamenti sono vietati anche all'interno del nostro comune essendo noi in zona rossa.
Cerchiamo di essere responsabili
Se non te la senti ancora di partecipare di persona, trasmetteremo sul canale YouTube "DistantiMaUniti Sempre" una delle messe del fine settimana. Generalmente sarà la domenica mattina alle ore 11.00
Se già ricevi le notizie e comunicazioni della nostra parrocchia su whatsapp, riceverai il link qualche minuto prima dell'inizio della celebrazione, se ancora non le ricevi segui queste istruzioni per riceverle:
http://www.parrocchiapoasco.it/new/index.php/52-contatti-e-social/89-whatsapp

Ci sarà inoltre la possibilità di vedere in TV sul canale 195 la S.messa in diretta dal Duomo

Le celebrazioni si svolgeranno all'aperto nel cortile dell'oratorio se il tempo lo permette. In caso di maltempo la messa si svolgerà in chiesa.

Il cortile dell’oratorio può contenere 120 persone mentre la chiesa circa 50 persone.

Si deve arrivare per tempo per permettere le procedure d’ingresso: controllo temperatura, igienizzazione delle mani e domande dei volontari. 🕰

Una volta che i posti sono esauriti o che la messa è iniziata non si potrà accedere al cortile dell’oratorio o alla chiesa: evitiamo polemiche inutili per favore...questa in realtà dovrebbe anche essere una norma di buona educazione a prescindere dall’emergenza attuale😊

Per assistere alla messa all'aperto, copritevi bene sta iniziando a fare freddo.

PER PARTECIPARE ALLA MESSA
È necessaria l’autocertificazione!
In caso di controllo bisogna mostrarla compilata.

Scarica il modulo di autocertificazione:

https://www.chiesadimilano.it/avvocatura/files/2020/11/autocertificazione-5-novembre-fedeli.docx?fbclid=IwAR2BHMJ5cfDJau9YLxrQWiaZKOR6kg9cxBSZpUQP_PPgvGhe3BhIDYhnvt0

Senso di responsabilità e di tutela di sè e degli altri, significa anche che chi è in situazione di fragilità fisica stia in casa.
Celebriamo in comunione anche attraverso la preghiera intima e forte nelle nostre case.
“Ama il prossimo tuo come te stesso”...

Grazie🌻

norme

Messaggio del Vicario episcopale per l’Educazione e la Celebrazione della Fede, don Mario Antonelli, indirizzato ai responsabili delle Comunità pastorali, ai parroci, al clero, ai Superiori locali, ai Consigli pastorali e alle Diaconie

Continua a leggere ...

Se puoi metti ... Se non puoi prendi ...

Chiesa Qauresima 2020 1

TUTTO QUELLO CHE AVETE FATTO A UNO SOLO DI QUESTI MIEI FRATELLI PIU PICCOLI, LO AVETE FATTO A ME.

Sgalis

I Sgalis de Poasch e Sorighèe te cùnten su

Le origini del nostro territorio

cielo sole

Il Nocciolo

Scarica l'ultimo numero del bollettino parrocchiale

 

nocciolo whatsup

Il Nocciolo WhatsApp

Scopri come ricevere le notizie della nostra parrocchia su WhatsApp

agenda

Eventi e Celebrazioni

Tutti gli appuntamenti nella nostra parrocchia e non solo

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione CookiePolicy