DOMENICA CHE PRECEDE IL MARTIRIO DI GIOVANNI BATTISTA – ANNO B
2 Mac 7, 1-2. 20-41; Sal 16; 2 Cor 4, 7-14; Mt 10, 28-42

XIV 2021Come vedeva la vita Gesù, quale era il suo sguardo sulle persone, sul mondo, su se stesso, su Dio, sulle cose importanti e su quelle secondarie. La pagina di Vangelo di oggi, che è affascinante perché ci apre al mistero, ci fa intuire cosa c’è nel cuore di Gesù e come Lui guardava alla vita. Gesù è colui che si guarda intorno ed è capace di cogliere, nelle cose più quotidiane, la mano di Dio. Guardava due passeri e il suo pensiero, attraverso quei due passeri, volava verso il cielo, verso la provvidenza di Dio. Per Gesù anche due passeri sono un segno che gli dicono come la vita di tutto dipenda da Dio, per questo invita a non lasciarsi soggiogare dall’ansia, dall’affanno, perché dice: «voi valete più di molti passeri!». Poi certo, nella pagina del vangelo di oggi, non troviamo tutte le risposte ai tanti dubbi che ci sorgono proprio a partire da quello che la realtà ci presenta; anzi, dobbiamo confessare che quando ci capitano certi fatti negativi, certi periodi brutti, anche noi dubitiamo di Dio, della sua provvidenza. Il Vangelo non risponde a questi dub-bi, però ci vuole rasserenare perché ci ricorda le parole di Gesù, il suo modo di vedere la vita che riconosce che: «perfino i capelli del vostro capo sono contati». Un dirci che nulla, ma proprio nulla di ciò che ci capita nella vita, lascia indifferente Dio Padre. Dobbiamo confidare in questo. Gesù ci insegna a vedere le cose così, ci dice che non esiste il fato, non esiste un destino cieco ineluttabile che, come una spada di Damocle, pende sul nostro capo e che per essere capito, ha bisogno degli oroscopi. Gesù ci insegna a vedere la vita come la vedeva Lui, cioè come “vita all’ombra delle ali di Dio” ci dice il salmista. Il Padre è lì a vegliare e continua piano piano ad atti-rare tutti i suoi figli verso di sé. Il Signore ci aiuta a crescere nella consapevolezza che essere ve-ramente adulti nella fede, significa non aver paura di tornare come bambini che non hanno ti-more di rifugiarsi sotto le ali del Padre. C’è tuttavia presente nel Vangelo un avvertimento su cosa dobbiamo aver paura, e Gesù lo dice in modo chiaro: «abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo». Gesù denuncia con realismo la mal-vagità che purtroppo c’è in questo mondo, e mandando in missione i discepoli li mette in guar-dia dicendo loro che ci saranno persecuzioni, ci saranno difficoltà, ci saranno divisioni per causa sua anche nelle famiglie (cfr tutto il cap. 10). Qualcuno crederà, qualcun altro non crederà, ma, ci dice sempre Gesù: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra»; come a dire Lui non è venuto a portare una pace superficiale, no; qualche volta occorrerà perdere la faccia per la fede in Lui. Gesù non nasconde tutto questo; ai suoi discepoli di allora e di oggi e quindi anche a noi dice che nel seguirlo capiterà di dover prendere anche la nostra croce con tutto quello che ne consegue, ma non abbiate paura di questo carico, abbiate invece paura che il tentatore vi faccia scivolare nell’illusione di essere voi i padroni della vostra vita. Abbiate paura che lui (il tentatore), introduca dentro nei nostri cuori il veleno del dubbio, quello secondo cui siamo por-tati a pensare che, se mai ci fosse un Dio da qualche parte, di sicuro non si prenderebbe cura di noi e dei nostri cari per cui la nostra posizione la dobbiamo conquistare noi nella vita. Temere colui che illude tutti di essere contenti e sereni anche lontani dal Signore sia adesso che siamo sulla terra che nell’aldilà la Geenna.


Di questo occorre aver paura, per il resto non dobbiamo temere, Dio c’è ed è il Dio che ci ama come Padre, che ci assiste anche nelle persecuzioni, negli scontri della vita. Gesù ci chiede di non aver paura perché «voi valete più di molti passeri!», voi valete di più di chi perseguita la vostra vita. Questo è l’aspetto che ci chiede la consegna di una fede incrollabile anche a fronte di espe-rienze negative che gli altri ci procurano. Parole che ci conducono alla speranza, parole che quando entrano nel cuore e li si depositano, ci rendono incredibilmente capaci di reggere ai momenti più duri e difficili. Questo emerge dalle letture di oggi: emerge chiaramente la speran-za della risurrezione. Si legge nella prima lettura la storia dei sette fratelli martirizzati con la loro madre, e questo brano è uno dei primi brani della Scrittura che dice in maniera nitida la speran-za nella risurrezione che nasce proprio nel loro cuore dallo scontro con le persecuzioni del re An-tioco IV. Il popolo perseguitato avverte sempre più come due dogmi di fede a cui non rinunciare: Dio rimane fedele per sempre perché è Dio giusto, ma soprattutto, è il Dio che non lascia nel bu-co nero della morte, coloro che hanno cercato di vivere in maniera giusta, corretta, secondo i suoi comandamenti. Dio li riprenderà: «Il Signore vivente per breve tempo si è adirato con noi, di nuovo si riconcilierà con i suoi servi». Si può capire allora la coraggiosa richiesta che questa mamma fa al suo ultimo figlio dopo aver visto morire gli altri figli. Chiede di non temere il carne-fice e di mostrarsi coraggioso nell’accettare la morte perché io, dice la mamma: «ti possa riavere insieme con i tuoi fratelli nel giorno della misericordia». La medesima speranza della resurrezio-ne la vediamo negli Apostoli, i discepoli di Gesù. Paolo ha dovuto affrontare tante difficoltà, tan-te persecuzioni pur di annunciare il Vangelo. Oggi ci dice: «siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati». Ecco ciò che aveva den-tro Paolo; viveva così per Gesù Cristo, o meglio, arriva a dire con convinzione che è Cristo a vive-re in lui, e questo lo aiuta a superare le difficoltà dovute allo scontro con le persecuzioni. Con le parole del salmo 116 offre ai fratelli di Corinto la sua sintesi: «Ho creduto, perciò ho parlato», e alla fine: «colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà ac-canto a lui insieme con voi». Sono i due grandi insegnamenti che ci vengono dalla Parola di Dio di oggi; saper vedere la nostra vita di tutti i giorni all’ombra delle ali di Dio, della provvidenza di Dio; e non lasciarci sopraffare dall’angoscia, dall’ansia per nient’altro se non per l’allontanamento da Lui. Lasciamoci mettere in discussione da questa Parola di Dio che non è semplice, lasciamoci purificare gli occhi dal collirio del Vangelo, e saremo aiutati a compiere quei passi che conducono alla sequela di Gesù Cristo. Sia la Parola del Signore ad accompagnare voi, me e tutti noi.


Orari celebrazioni

(da sabato 25 settembre)
Sabato

18.00: Santa Messa Vigliliare

Domenica

9.00: Santa Messa
10.30: Santa Messa (streaming)

Settimanale

Lunedì e mercoledì
ore 8.30: Celebrazione eucaristica o liturgia della parola
Martedì e giovedì
ore 18.00: Celebrazione eucaristica o liturgia della parola
Venerdì
ore 17.30: Adorazione Eucaristica e Vespro


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"Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me."

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