Battesimo di Gesù – Anno C
Is 55, 4-7; Sal 28 (29); Ef 2, 13-22; Lc 3, 15-16. 21-22

BattesimoGesuChi abbiamo accolto? Forse questa è la domanda che può fare da introduzione alla parola del Signore, perché il battesimo di Gesù, celebra la sua decisiva manifestazione. Credo davvero che una domanda così ci apra ad una risposta importante; del resto basta soltanto considerare l’ultima frase che il Vangelo riporta quando, dopo il racconto del battesimo, viene detto: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento». È la presentazione che il Padre fa del Figlio; lo fa anzitutto alle persone che in quel momento sono vicine all’avvenimento, più in profondità però, è come se dicesse a tutti e a noi oggi: “Questo mio Figlio amato nel quale ho posto il mio compiacimento, Io oggi, lo consegno a voi”. Questi è Colui che abbiamo accolto nel Natale appena celebrato, e la manifestazione del battesimo di Gesù, non solo riversa luce a tutta la liturgia di questa domenica, ma rende vero il Dono del Natale. Il racconto che Luca ci presenta è stringato perché esprime l’umiltà di un gesto che rimane nello stile di tutti i gesti meditati nel Natale. Gesù si mette in fila con i peccatori e ponendosi come uno dei tanti fra di loro, si avvicina a Giovanni. Nelle acque del fiume Giordano Gesù vuole condividere le profondità più oscure che le situazioni di fragilità fanno vivere a tutti perché è lì che il peccato chiude il cielo sulla storia degli uomini. L’avvenimento per sé è certamente popolare, tanti infatti accorrevano per farsi da Giovanni Battista nel fiume Giordano, ma quello che era totalmente inattesa era la presenza di Gesù che mettendosi in fila in quelle acque, dà inizio alla sua vita pubblica. Dunque il battesimo di Gesù acquista spessore di nuova Epifania. Certo l’Epifania come manifestazione ai popoli rappresentati dai Magi, l’abbiamo celebrata il sei di gennaio, ma qui la salvezza si dispiega verso tutti e a tutti dice: “io sono venuto per riportarvi tutti a Casa”. Lì il cielo è aperto sulla nostra storia, da lì esiste sempre la possibilità, la ragione per sperare; tutti hanno sempre l’opportunità di guardare il cielo, vederlo aperto e avvertire nella propria esistenza, la forza di quell’aggancio straordinario con la vita. Non ci sarà altra voce in grado di indirizzare passi e cammini se non quella del Figlio amato, Gesù Cristo. Bellissima pagina quella di oggi. Grazie a Gesù che sta in mezzo ai peccatori e cammina con loro, tutti hanno la possibilità di tornare a casa e non sentirsi più forestieri, esclusi. Lui è il ponte fra cielo e terra; Giovanni Battista ce lo dice: «Egli vi battezzerà in Spirito e fuoco», cioè, Lui ci metterà nella condizione di vincere le tenebre del nostro peccato e di avere dentro il soffio della vita. Il Signore è con noi ci dice il Vangelo, si mette accanto a tutti in modo singolare di modo che, anche noi possiamo aggrapparci a Lui e non perdere la consolazione promessaci. Gesù si manifesta così, si manifesta nell’umiltà come ha sempre fatto e questo lo atteggiamento lo facciamo nostro con commozione e gratitudine fino a riuscire a dire al Signore con stupore: “sei proprio uno di noi, ti sei proprio abbassato fino a raggiungerci nelle profondità della nostra vita”. E se ci fermiamo a considerare la breve ma bella pagina del profeta Isaia, scopriamo che già Dio stesso per bocca del profeta ci aveva preparato a questo incontro. È pagina che proietta lo sguardo sul futuro di luce che la promessa antica ha quando giunge al suo compimento. Isaia ci dice chi è Colui che ci è donato: «Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli, principe e sovrano sulle nazioni. Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi; accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano a causa del Signore, tuo Dio, del Santo d’Israele, che ti onora».

Un pellegrinaggio nel segno della vita verso la luce come il futuro prospettato a tutti che parte da una risposta alla convocazione del «testimone fra i popoli»; Isaia invita tutti a cercare il Signore mentre si fa trovare, ad invocarlo mentre è vicino. Non è più distante da noi; lo abbiamo atteso e adesso il nostro compito è quello di cercalo perché il Signore si fa trovare, è vicino a noi, la sua è Presenza ormai definitiva che non possiamo perdere più. E Paolo ha una parola altrettanto bella. Alla domanda da cui siamo partititi, la risposta di Paolo è: «In Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne». Sì, è vero; questo è il linguaggio caratteristico di Paolo, ma dice una profonda verità testimoniata dalla sua Pasqua. Cristo è colui che ci ri-mette insieme, è colui che fa saltare gli steccati andando oltre le differenze, è Colui che demolisce le contrapposizioni e gli antagonismi, Lui è – ecco il senso della bellissima frase di Paolo – “la riconciliazione“. Da dispersi accogliendo il Dono Gesù Cristo, potremo ritrovare nella vita, nella storia, i cammini che ci portano alla riconciliazione fra noi stessi e tra noi e il Padre. Paolo ha lo sguardo indirizzato a tutti i popoli e a tutte le generazioni che verranno, perché è augurio che deve arrivare a tutti, anche a noi e nel nostro oggi. La Parola di Dio continuamente accompagna la fatica della vita dell’uomo, lo aiuta a tenere viva una prospettiva a cui fare sempre riferimento. Paolo lo dice con una frase che è bello custodire dentro di noi affinché ci diventi sempre più famigliare: «Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù». Non più stranieri né ospiti, ma gente di casa, questo è il dono che Gesù ci fa annullando le distanze e amplificando la prossimità. Sono parole dette a noi immersi nelle fatiche e nelle preoccupazioni, che riaprono ogni volta un futuro di speranza e di fiducia che fa venire voglia di gridare al Signore “portaci davvero a casa Signore”. È bello allora tornare a quelle sponde in cui è presente lo spalancarsi di una nuova prospettiva: anche se il contesto è davvero umile perché è il battesimo di tutti i peccatori, sapere che Lui è lì nelle acque del Giordano e sta conducendo a compimento la promessa del Padre ci dice che se a Natale abbiamo trovato casa, oggi, abbiamo trovato con chi abitare. Gesù ha scelto la nostra compagnia nonostante la nostra storia di peccatori; non ha voluto distinguere la sua causa dalla nostra causa, ma ha voluto farsi prossimo alla nostra condizione per prenderla su di sé. Il suo battesimo tanto voluto è profezia del suo destino che lo vedrà immerso nella Passione, morte e Resurrezione. Gesù crocifisso è l’agnello di Dio che ha preso su di sé il peccato del mondo, e Gesù risorto è lo stesso Gesù sul quale, alle acque del Giordano, è disceso lo Spirito per proclamare: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento». Allora la domanda di partenza trova finalmente la sua risposta: abbiamo accolto Colui che presentandosi così, vuole essere pace e riconciliazione; abbiamo accolto Colui che è venuto a prenderci proprio nelle profondità della nostra vita e della nostra situazione di fragilità; Colui che davvero ci invita e ci dice “cercatemi perché io mi lascio trovare, invocatemi, perché io mi faccio vicino”. È il dono di oggi, parola da custodire nel cuore come risorsa vera che accompagni la storia di tutti e, nella misura in cui resteremo attenti alla Sua voce, non potremo perderci.


Orari celebrazioni


S.Maria Assunta
Poasco

Sabato
ore 17.00: Santa Messa Vigiliare
Domenica
ore 10.30: Santa Messa
(streaming)

Settimanale
Lunedì e mercoledì
ore 8.30: Celebrazione eucaristica o liturgia della parola
Martedì e giovedì
ore 18.00: Celebrazione eucaristica o liturgia della parola
Venerdì
ore 17.30: Adorazione Eucaristica e Vespro

Incarnazione
Via di Vittorio

Sabato
ore 18.00: Santa Messa Vigiliare
Domenica
ore 8.30 e 10: Santa Messa

Settimanale
Lunedì, mercoledì e venerdì
ore 18.00: Santa Messa

S.Maria Ausiliatrice
Via Greppi

Sabato
ore 17.00: Santa Messa Vigiliare
Domenica
ore 11: Santa Messa

Settimanale
Martedì e giovedì
ore 18.00: Santa Messa

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"Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me."

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