I DOMENICA DOPO LA DEDICAZIONE - ANNO C
At 13,1-5a; Sal 95; Rm 15,15-20; Mt 28,16-20

I dopodedic2025Alla fine del Vangelo, nel passo che oggi accogliamo, Gesù stesso promette: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine dei secoli». Il Dio che lo stesso Vangelo all’inizio presenta nascosto nel grembo di Maria, nel finale, lo presenta celato nel grembo della Chiesa e lì resta per tutti i secoli della storia. È un finale che tuttavia segna un inizio che prende forma da un invio: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato». Inviati a suscitare altri discepoli e forti del soffio dello Spirito del Risorto, della sua audacia, della sua libertà, del suo amore, quello sparuto numero di Apostoli, sono andati. Sono discepoli che ancora dubitano e questo aspetto non è del tutto secondario nemmeno per noi oggi perché essere discepoli è aprirsi allo spazio di libertà che la fede richiede per riuscire a vivere, nonostante l’enorme eseguità dei nostri poveri mezzi, l’immensità della missione ricevuta. Trasmettere il Tesoro vero è il comando di Gesù affinché quel Tesoro possa essere davvero, patrimonio di tutti e da tutti custodito. Nascosto nel grembo di una Chiesa nascente, Gesù chiede di essere annunciato e consegnato all’uomo, così che l’uomo possa essere consegnato a Dio. Questa è la vicinanza di Dio fattosi carne e sangue in Gesù che nella sua Pasqua si è fatto profondamente intimo all’uomo. Allora mi piace pensare che Gesù abbia voluto radunare gli Undici sul monte stesso delle Beatitudini proprio perché, vivendole nella povertà e nella condivisione, essi stessi si facciano pellegrini itineranti, operatori di pace e di giustizia nei confronti dei fratelli, perdonando i peccati affinché l’esperienza di risurrezione sia vera per tutti. A loro è chiesto di partire da quella regione disprezzata dai Giudei osservanti; partire dalla Galilea delle Genti che Dio stesso avevo promesso di rendere gloriosa (cfr Is 8,23). Il messaggio della Risurrezione di Gesù Cristo prende avvio così, prende avvio da quel monte per andare verso tutti così che nessuno possa sentirsi escluso. Gesù invia a battezzare, invia a immergere tutti nell’amore della Trinità che è Vita, che è comunione, e nel fare questo, il Signore stesso promette di essere accanto a loro facendosi ancora una volta pellegrino sulle strade del mondo. Del resto, il brano tratto dagli Atti degli Apostoli ci mostra i primi passi della Chiesa di Antiochia, espone il crescere di presenze, di nomi, di situazioni che dicono il cammino di quella Chiesa sotto la guida dello Spirito Santo. Il brano però, mette in evidenza anche un altro aspetto della chiamata. La chiamata, pur fatta ai singoli, interessa l’intera comunità: «Riservate per me Barnaba e Saulo». Saulo e Barnaba sono inviati solo dopo l’imposizione delle mani di altri discepoli ed è bello che tutto ciò sia ricordato perché mostra la ministerialità del mandato.

Quel pregare e imporre le mani dicono che la comunità consegna i propri figli e li consegna al Signore. Sarà lo Spirito Santo d’ora in avanti a prendersi a carico e a condurli affinché Gesù Cristo, conosciuto attraverso di loro, non rimanga Evento consegnato soltanto al passato, ma sia Evento per loro, con loro e oggi con me, con te, anche con coloro che ancora lo ignorano o, peggio ancora, non se ne curano e lo respingono: «Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre!» scrive l’autore della Lettera agli Ebrei (Eb 13,8). La passione per il Vangelo, la passione per Gesù Cristo allora, è il vero filo rosso che conduce la vita del discepolo. In forza del battesimo ciascuno è chiamato a vivere la propria missione che non è solo l’andare lontano per incontrare altri, ma è soprattutto vivere bene le proprie circostanze di vita nelle realtà in cui si è chiamati ad essere presenti. Riguarda la vita della nostra comunità espressa in tutti i suoi colori, vita che è chiamata alla preziosità dell’incontro con l’altro, con le differenze dell'altro, di tutti gli altri: questa è la missione. L'"io" del discepolo non può più esistere ed essere espresso senza la presenza di Gesù e senza gli altri perché la missione ricevuta ha come parola chiave: "Non senza di te". Il Mistero del Dio Uno e Trino che Gesù svela in pienezza nel comando di battezzare, adesso e finalmente, può essere inscritto nella carne e sangue di tutti e non può essere che così perché la mia vita, la nostra vita, la vita di tutti possa essere nella Vita stessa di Dio. È la celebrazione continua della Pasqua da cui scaturisce il nuovo mondo, da cui inizia il tempo della lunga pazienza ( cfr Rm 5,1-5) in cui la dolcezza riconcilierà ogni opposizione per la sola potenza dello Spirito del Risorto che chiama ad amare con il suo Amore e che fa andare verso l'altro disarmati e disarmanti. Paolo dice: «Questo dunque è il mio vanto in Gesù Cristo nelle cose che riguardano Dio». È come se dicesse: ne vale la pena, e lo dice con la fierezza di un uomo che sa di essere stato estremamente fragile e chiamato in modo del tutto sorprendente mentre era nella situazione di grande contrasto, addirittura di vera e propria inimicizia. Adesso però l'annuncio del Vangelo è diventato davvero il suo vanto al punto di fargli dire: «Non oserei infatti dire nulla se non di quello che Cristo ha operato per mezzo mio». Ecco la ragione del testimone: avere l’umiltà di vantarsi dell’opera di Cristo in lui. Celebriamo la giornata missionaria; la celebriamo con parole che nel loro insieme ancora oggi, hanno l’urgenza di entrare nel cuore perché a bussare è il Signore. «Andate dunque» dice Gesù ad una compagine davvero singolare composta da Undici discepoli zoppicanti, ma quella primissima Chiesa di uomini traballanti , di adoratori e al contempo di increduli (Mt 8,26; 14,31; 16,8; 17,20) riconoscono il Signore risorto. Sono uomini che ancora oggi insegnano a ciascuno di noi che siamo messi come loro. Come loro scopriamo di essere uomini e donne mendicanti di fede che chiedono: «accresci la nostra fede». La fede del saperLo con noi giorno dopo giorno come l'Amico risorto nel nostro cuore, come Colui che è l'Asceso ma che continua a scendere, attraverso l’annuncio, i riti e le testimonianze che i Sacramenti danno, per farsi prossimo all’uomo in ogni luogo di ogni tempo così da elevare il cammino dell'uomo a Sua misura. Continua o Signore a farti passo con tutti noi affinché possiamo essere mani, cuore e volto di Dio accanto agli uomini di oggi.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione CookiePolicy