Piedi 29032020Ciao
Come stai?
Io sto bene e provo a non lamentarmi. Tu?
Sto passeggiando.
Passeggio in casa mia, che mai come adesso è “casa mia”, conto i passi che faccio, cerco di arrivare a percorrere almeno i 10000 passi che i dottori dicono essere i passi giusti da percorrere ogni giorno.
In questi giorni i miei passi faticano ad arrivare a 10000, mi accontento dei passi che faccio, cercando sempre di farli, cercando sempre di camminare.
Non mi è mai piaciuto troppo camminare, sono sempre stato uno che preferiva sedersi a leggere, oppure ad ascoltare musica, oppure prendere la macchina e macinare chilometri per andare a destra e sinistra, anche l’andare a buttare la spazzatura o a prendere qualcosa in un’altra stanza lo rimandavo oppure lo facevo fare a qualcun altro.
Non mi piaceva camminare, ma non perché fossi pigro, ma perché proprio non mi piaceva.
E le scorciatoie che mi facevano pensare e convincere che comunque lo stessi facendo, ero bravissimo a raccontarmele: devo fare in fretta a fare questo, posso fare dopo quello, devo fare, devo fare, devo fare….camminare non è nelle mie priorità pensavo.
Il camminare, quello vero prioritario, è arrivato dopo, è arrivato quando mi sono accorto che dovevo camminare.
Sembra ridicolo vero?
Come si fa ad “accorgersi” di dover camminare, dovrebbe essere una cosa scontata, naturale.
Che, per me non è stato così.
All’inizio, quando ho scoperto la necessità di camminare, è stato proprio…per necessità.
La mia salute fisica mi ha imposto di doverlo fare.
Non sai che fatica le prime volte.
Fare 2-3 km di camminata mi pesava un sacco. Trovare il tempo di farlo, capirne fino in fondo la necessità, sentire che dovevo farlo.
Finivo la mia “camminata” mattutina ed ero stanchissimo, mi sembrava di aver fatto una maratona intera.
E che senso aveva poi camminare?
Perché camminare quando si può arrivare dove devo arrivare in altri modi, molto più comodi e molto più veloci.
Nessun senso!
Nessuno!
I giorni sono passati, i chilometri sono aumentati, le distanze si sono accorciate.
Il desiderio di camminare è aumentato.
Il problema è stato proprio l’inizio.
Come in ogni cosa no?
All’inizio si fa la fatica di dover sudare parecchio e di dover mettersi in moto, poi tutto diventa naturale, diventa automatico.
Anche il sudare e il far fatica vengono apprezzati e diventano parte della ricerca del momento giusto per farlo.
Uscire la mattina quando il sole sta nascendo e mettersi in cammino, oppure la sera mentre il sole sta scendendo o è già sceso e mettersi in cammino.
Nel mezzo, bhe, nel mezzo c’è il vivere grazie al cammino che ho fatto o che sto per fare.
E accorgersi quanto sia bello camminare.
Un passo dopo l’altro, cercando di trovare il giusto ritmo, cercando di non strafare, cercando di non esagerare ma nemmeno di puntare al minimo.
Trovare il passo giusto.
Ricordarmi della fatica dell’inizio.
Ricordarmi del motivo per cui cammino.
Gustare il piacere di poterlo fare.
Gustare la fatica di poterlo fare.
E continuare a camminare.
Scegliere le scarpe giuste per farlo.
Non puoi camminare con le scarpe a punta o con le “scarpe della festa”: o no?
Scegliere il vestito giusto.
Sarebbe difficile camminare con lo smoking o con un tailleur non trovi?
Scegliere il tuo percorso.
Quando inizi a camminare non devi subito fare la maratona di New York.
Scegliere l’orario giusto.
Perché non puoi andare a camminare quando la tua famiglia è tutta riunita o quando arriva un ospite.
Insomma, l’arte di camminare, se ci pensi bene, è un pò come l’arte del vivere.
Il difficile anche nel vivere è iniziare.
Quando veniamo al mondo è la nostra mamma che fa questa fatica per noi, poi i nostri genitori ci crescono cercando di aiutarci a fare il meno fatica possibile, cercando di faticare loro al posto nostro.
Ma poi ad un certo punto ci accorgiamo che dobbiamo iniziare a faticare noi, dobbiamo iniziare a vivere noi, dobbiamo iniziare a camminare da soli.
E torniamo bambini.
Gattoniamo usando mani e piedi per poter raggiungere i giochi o gli oggetti che ci interessano, ma non ci basta.
Vogliamo di più.
I nostri genitori che hanno la schiena e le braccia stanche di continuare a prenderci in braccio, ci prendono per mano per farci fare i primi passi.
Poi ci lasciano le mani per iniziare a provare a farci fare qualche altro passo da soli, ma noi cadiamo: ci riprendono in braccio per rassicurarci e per dirci che andrà tutto bene. Ci rimettono per terra e riproviamo, riproviamo e riproviamo ancora finché non riusciamo ad abbozzare qualche passo tra le lacrime di gioia e gli applausi di tutti.
E finalmente camminiamo! Camminiamo da soli!
Ritorniamo bambini perché crescendo ci dimentichiamo di aver ottenuto quel risultato così grande e sognato con la nostra tenacia e la nostra volontà.
Ci siamo seduti.
Abbiamo dato per scontato il camminare.
Abbiamo rinunciato ad ottenere traguardi.
Ci siamo spaventati davanti al dolore delle cadute.
Non abbiamo avuto più la forza di rialzarci e di camminare ancora.
I piedi si sono stancati e le ginocchia hanno iniziato a cedere.
Ci siamo scordati di continuare a camminare.
Questi giorni che ci fanno desiderare di poter uscire e forse anche di correre non solo di camminare, possono farci ricordare che il cammino della nostra vita non si interrompe.
Che se abbiamo preso qualche botta cadendo, è il momento di rialzarsi.
Che se siamo stanchi, è il momento di riposarci.
Che se non abbiamo più voglia di camminare, è il momento di ritrovarla.
Che se abbiamo perso la via giusta, è il momento di cercarla.
Che se vogliamo vivere e non sopravvivere, dobbiamo camminare.
Il desiderio del camminare ci esploda dentro insieme al desiderio del vivere.
Ce la facciamo amica mia.
Ce la facciamo amico mio.
Le scarpe giuste?
Ce le hai!
Il vestito giusto?
Ce l’hai!
Il percorso giusto?
Lo hai già trovato, devi solo riscoprirlo!
L’orario giusto?
è adesso!
Andiamo allora, facciamo i nostri 10000 passi al giorno anche oggi, o anche i nostri 5000, o i nostri 1000, l’importante è non stare seduti a leccarsi le ferite o a impigrirsi.
Andiamo.
1,2,3,4,5,10,100,1000,10000….
Ti voglio bene

Don Massimo

Celebrazioni nel fine settimana

Sabato

17.00: Santa Messa Vigliliare

Domenica

11.00: Santa Messa (streaming)
17.00: Santa Messa vespertina

Le celebrazione feriali ripendono come di consueto al lunedì e venerdì ore 18 e martedì, mercoledì e giovedì ore 8.30.

Modalità di svolgimento delle celebrazioni

Se puoi metti ... Se non puoi prendi ...

Chiesa Qauresima 2020 1

"Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me."

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