Mani 05042020Ciao, come stai?
Io sto bene, non mi lamento, o almeno cerco di non farlo come penso anche tu cerchi di non farlo.
Stamattina mi stavo lavando le mani e mi sono fermato ad osservarle.
Non sono mai stato un attento osservatore delle mie mani, non le ho mai curate troppo con creme o cose simili.
D’inverno si screpolano, d’estate sudano, ma non ho mai comprato una “crema per le mani”, me le hanno sempre regalate (quando me le hanno regalate, o quando la mia mamma me le ha comprate) e sono rimaste ferme sul mobiletto del bagno, sotto lo specchio, usate i primi 5-6 giorni e poi dimenticate li.
Bene.
Oggi le osservavo e sono diventato un chiromante!
Si, si, hai capito bene: un chiromante.
Hai presente quelle persone con un turbante in testa, con una candela accesa davanti, magari una sfera di cristallo da consultare e perché no, luci soffuse attorno e incensi accesi per creare atmosfera? Ecco, proprio quello. Un chiromante da quarantena.
Ho iniziato a leggere le mie mani.
E sulle mie mani sono comparsi volti e storie, parole e emozioni, lacrime e sorrisi.
Mani sporche.
Sono le mani del mio papà e della mia mamma, mani che lavorano e che si sporcano.
Quelle di papà.
Sono le mani sporche di segatura o di terra, perché non è mai sufficiente sporcarsi le mani in bottega, mentre costruisce cose “a regola d’arte” o mentre mette insieme i pezzi di legno per creare mobili su misura del disegno che ha davanti, no, non basta la segatura. Anche la terra deve posarsi su quelle mani, terra che scava, vanga, ara per piantare semi, bulbi, per creare giardini orizzontali e anche verticali.
Quelle di mamma.
Sono le mani sporche di detersivo e di sugo, perché bisogna pulire e lavare per bene tutto, ma anche far da mangiare per dar da mangiare a tutti quelli che si siedono alla sua tavola o si siederanno nella loro, con i contenitori ben pieni e profumati.
E quelle mani sono ferme adesso.
Non si può andare in bottega.
Non si può cucinare per gli altri.
Mani distanti.
Sono le mani che non possono stringersi.
Mi è capitato di vedere persone che non stanno bene, non stanno affatto bene. Oltre le parole che posso dire loro, non sai quanto ho capito sia necessario un abbraccio, o anche una semplice stretta di mano.
Che non puoi dare, che deve restare un desiderio appassionato e doloroso.
Annunci di malattia o di morte e nessuna mano che puoi stringere, ne tu che le dai e nemmeno tu che le ricevi. E non puoi dire, ma sì, cosa vuoi che sia!
Mani che vorrebbero incontrare quelle mani sofferenti, ma che devono restare in tasca e non possono lanciarsi verso di loro.
Mani che desiderano sentire altre mani, ma che non possono esaudire quel desiderio così innocente e puro.
Sono ferme anche quelle mani adesso.
Mani che salutano.
Sono le mani dalle finestre dai finestrini delle macchine.
Quando incroci sguardi, quando spingi un carrello in coda al supermercato, quando vedi nello schermo del tuo telefono volti e nomi amici: inizi a sbracciarti come se stessi partendo per un lungo viaggio, e forse è proprio questo che stiamo facendo no? Siamo partiti per un lungo viaggio.
E salutiamo agitando le dita e mimando baci.
Le nostre mani hanno imparato anche a baciare.
Mando baci con le mani, ricevo baci con le mani.
Sono le mani che non stanno ferme.
Mano che pregano.
Le congiungo, le mando come emoticon sul telefono, le cerco, le sento toccarsi.
Una preghiera difficile, dura.
Le mie mani si stringono sempre forte forte in questi giorni. Si stringono tra di loro. Si concentrano per aiutarmi a concentrarmi. si piegano unite per sentire più forte la preghiera che le labbra e il cuore dicono.
Le mie mani stanno cercando la Sua mano in questi giorni.
Le mie mani vogliono la Sua mano, non solo la cercano, la vogliono sentire dentro, la vogliono sentire stringere, la vogliono sentire calda e rassicurante.
Le mani in preghiera che non vogliono rassegnarsi che non vogliono stare ferme.
La preghiera che non è seduta e ferma.
Le mie mani si muovono, snocciolano rosari, girano pagine, fremono di desiderio, respirano vicinanza, si alzano e si abbassano, rompono gli schemi, infrangono le regole del “galateo ecclesiale”: la preghiera che diventa vita nelle mie mani. con le mie mani, per le mie mani.
Mani che non ricercano le regole, ma cercano e trovano la vita.
Mani che non si fermano ad essere pulite perché han fatto quello che si deve fare.
Mani che vogliono restare unite e spalancarsi, che vogliono ridere e piangere, che vogliono parlare e stare in silenzio.
Le mie mani non vogliono restare ferme.
Come quelle del mio papà che vanga anche senza avere i semi da piantare.
Come quelle della mia mamma che cucina anche senza avere contenitori da riempire.
Come quelle di chi consola e c’è anche senza poter toccare,
Come quelle di chi abbraccia anche senza poter sentire.
Come quelle tue che preghi anche se fai fatica.
Come quelle tue che cerchi risposte da Dio con carezze e pugni.
Le mie mani
Le tue mani
Le Sue mani.
No!
Non sono davvero ferme
Non saranno mai ferme
Finché ci credo
Finché desidero
Finché amo
Finche penso
Le mie
Le tue
Le Sue mani
Continueranno non solo a raccontare, ma a vivere storie e a provare emozioni.
Ti mando un abbraccio
Ti stringo la mano
Prego per te e tu fallo per me.
Ti voglio bene

Celebrazioni nel fine settimana

Sabato

17.00: Santa Messa Vigliliare

Domenica

11.00: Santa Messa (streaming)
17.00: Santa Messa vespertina

Le celebrazione feriali ripendono come di consueto al lunedì e venerdì ore 18 e martedì, mercoledì e giovedì ore 8.30.

Modalità di svolgimento delle celebrazioni

Se puoi metti ... Se non puoi prendi ...

Chiesa Qauresima 2020 1

"Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me."

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