Nel 1926, col nuovo ordinamento comunale stabilito dal fascismo, l’amministrazione si occupava di costituire una condotta medica autonoma, resasi necessaria dopo lo scioglimento del consorzio medico con Chiaravalle. Medico condotto di S. Donato veniva nominato il dott. Morosini, che manterrà l’incarico fino al 1960. Nella delibera il podestà asseriva che sarebbe stato fornito un locale “comodo da adibirsi ad ambulatorio”, che, tuttavia, alla fine della seconda guerra, consisteva ancora in uno stretto corridoio. Nel 1929 il podestà di S. Donato (Pietro Ruscelli), approfittando della legge che autorizzava il governo a una revisione delle circoscrizioni comunali, chiedeva al Ministero dell’Interno l’aggregazione al Comune di una vasta zona agricola tra cui Poasco, Sorigherio, Bagnolo, Ronco, Bosco e Tecchione (in questo periodo essi appartenevano al comune di Milano). Fra le motivazioni portate dal podestà a sostegno della sua richiesta vi era anche la constatazione che parte del territorio già apparteneva alla parrocchia di S. Donato e che parecchi bambini usufruivano, per la vicinanza, delle scuole del Comune. Milano accettò ma tra le condizioni pose che si rilevasse l’area acquistata in frazione Poasco, per costruirvi un edificio scolastico. Il 2 settembre 1932 veniva emanato il R.D. con cui si sanciva il distacco da Milano e l’aggregazione a S. Donato di tutto il territorio richiesto dal podestà. Il Comune assumeva così la sua definitiva ed attuale configurazione territoriale. La trascuratezza del podestà nella gestione dei servizi e, in modo particolare, del settore scolastico, non portò l’amministrazione ad attuare l’impegno della costruzione della scuola: a Poasco rimanevano, ancora, solo due classi e le uniche opere realizzate erano precari rappezzamenti a situazioni in completo sfacelo. Quando, dopo una decina di anni, nel 1939, la Direzione didattica governativa delle scuole rurali assegnava una classe IV elementare alla scuola, questa era ancora sistemata in un angusto locale in affitto, privo di gabinetti, situato a pianterreno e attiguo all’osteria. 7 Nell’unica aula al mattino dalle 9 alle 12.40 si svolgevano le lezioni per la classe terza e quarta e, al pomeriggio, dalle 12.50 alle 16.30 quelle per la classe prima e seconda. Per quest’aula indecente, nel 1941, fu chiesto al podestà di far eseguire almeno le riparazioni necessarie alle finestre, alla porta e di provvedere al riscaldamento. Fortunatamente a Poasco funzionava un buon asilo infantile, gestito privatamente dal parroco, in locali di proprietà della chiesa, con l’assistenza di tre suore concesse dall’ordine delle “Serve di Gesù Cristo” 8 , nel quale veniva distribuita ai bambini una refezione calda, che non era, invece, data dall’amministrazione agli alunni della scuola elementare. Uniche opere eseguite dal podestà sono state la copertura del colatore nel 1936, sollecitata dal comitato antimalarico; l’apertura di una strada che collegasse le nuove frazioni con San Donato, oltre che con Chiaravalle, e la riattivazione del cimitero.

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Il proverbio del giorno

Al var pùuse ciapàn pòcch e spendan minga che ciapàn tanti e spendan pùuse.
( Vale di più guadagnare poco e non spenderne che guadagnare tanto ma spenderne più di quanto si è guadagnato.)

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