Domenica 4 dicembre 2016
Nella domenica intitolata “L’ingresso del Messia”, non ci deve sorprende, udire annunciato, il vangelo che viene proclamato la Domenica delle Palme. L’ingresso di Gesù a Gerusalemme è annuncio dell’ingresso di Gesù in questo mondo. L'autore della Lettera agli Ebrei, mette le parole «Ecco, io vengo per fare la tua volontà», nel cuore e sulle labbra di Gesù a testimonianza della volontà salvifica del Padre, un messaggio che ha forza in sé e porta grande consolazione e gioia. Un ingresso visibile, gioioso, esultante e festoso di Gesù a Gerusalemme che rivela il mistero nascosto nei secoli e che ha in sé una verità: l’annuncio di una speranza. La cogliamo in quella splendida pagina di Isaia come una confidenza sussurrata al cuore: «Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta». In un momento non facile per il popolo di Israele, questa è la promessa di Dio: si concluderà la fatica e la schiavitù finirà, proprio perché si appartiene ad una storia di amore: «Consolate, consolate il mio popolo». Questa promessa però deve svelarsi; non è solo un'attesa, è un atto che accade. Il brano del vangelo di Matteo, ci dice che quella consolazione, che allora era stata annunciata, ha preso il volto della vicinanza estrema di Dio a noi, al nostro cammino di uomini. Questo entrare nella città e farsi solidale, dice una compassione senza limiti del Signore che dà conforto e fiducia. «Ecco io vengo», questa è la determinazione del cuore di Dio, questo è il linguaggio di Gesù, questo è il suo consegnarsi, e questa è primizia di ciò che poi ci consentirà di celebrare il collocare la sua tenda in mezzo a noi, nel nostro sterminato campeggio di uomini per farsi solidale con quel contesto di gente che ama e odia, che si divide e si ricompone, per farli ripartire, rinascere, solidale fino in fondo perché «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato».
Is 40,1-11; Salmo 71; Eb 10,5-9a; Mt 21,1-9
