Domenica 1 marzo 2015
DOMENICA DELLA SAMARITANA
Ci faremo condurre in questo cammino quaresimale, dal vangelo di Giovanni che ci farà percorrere un itinerario battesimale per condurci, alla grande veglia della Santa Notte di Pasqua, dove rinnoveremo, con vero e potente slancio, la nostra identità di battezzati e i nostri impegni battesimali. Il dialogo tra Gesù e la donna samaritana è stupendo e complesso: ci narra il faticoso cammino di questa donna che incontrato Gesù, che stranamente le si è rivolto, ne riconosce in crescendo l’identità. Questo dialogo ci consegna così delle parole chiave per il nostro faticoso cammino, per riaffermare quella signoria di Cristo che sola può appagare ogni nostra sete di vita e di senso.
Al centro del brano del vangelo sta il tema dell’acqua viva. Quest’acqua è indispensabile alla vita dell’uomo, non è un semplice elemento della natura, è Gesù stesso che disseta, rinfresca, purifica, rigenera, avvolge. Giovanni sempre ci suggerisce di riflettere sulle nostre seti! Di cosa abbiamo sete? Come appaghiamo le nostre seti? Una cosa è certa: noi siamo creature assetate; assetate di vita, assetate di senso, assetate di qualcosa che possa placare le nostre inquietudini. Il Salmista afferma “È in te la sorgente della vita” (Sal 36,10); e ancora: “Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio” (Sal 42,2). Cristo si offre come acqua viva che salva, come sorgente zampillante. Entrare in dialogo con Cristo significa allora trovare la sorgente giusta che oltre a svelarci chi siamo ci offre la gioia di raccontare la bellezza dell’incontro con Lui. Non è così?
Rif. Letture:
Dt 5,1-2.6-21; Ef 4,1-7; Sal 19; Gv 4,5-42
