Domenica 8 marzo 2015
Storie di incontri, storie di risposte: questo sottolineano i Vangeli nelle domeniche di Quaresima. La scorsa settimana con la donna samaritana abbiamo potuto apprezzare come il cuore di una “eretica”, quindi lontana dalla Legge, abbia saputo convertirsi nell’incontrare Gesù. In questa domenica, che potrei definire di deserto dell’esistenza, il cuore dell’uomo rischia di abbandonare la via indicata dal Signore, lasciandosi abbagliare da false speranze di salvezza e cedendo alla tentazione di costruirsi un «dio» secondo i propri gusti personali. È deserto perché il cuore diventa arido, specialmente per coloro che dicono di credere in Gesù. Di fronte alle nostre sicurezze e salvezze umane, Gesù si presenta contestandole e indicando se stesso come unico ed esclusivo salvatore. Ci accusa anche di schiavitù e di peccato, condannando il nostro “perbenismo”, la nostra “morale laica”, e la convinzione di essere nel giusto e capaci di una propria salvezza mondana. Le parole di Gesù che sono il centro della liturgia di questa terza Domenica di quaresima, devono trovare la nostra accoglienza e suscitare un rinnovato impegno di conversione e di adesione al Signore. «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Solo il Signore può offrire realmente salvezza e aprirci all’ascolto della sua Parola, rendendoci capaci di accogliere la sua verità e di non sottrarci ad essa anche quando può apparire dura e difficile.
Rif. Letture:
Es 32,7-13b; Sal 105; 1Ts 2,20 – 3,8; Gv 8, 31 – 59
