Domenica 15 marzo 2015
Siamo giunti a metà del nostro percorso quaresimale. Intravediamo già la gioia della Pasqua. Se siamo immersi nelle tenebre del dubbio, del peccato, di una sofferenza senza speranza, non dobbiamo scoraggiarci. Lui, Gesù, è la luce del mondo, guarisce i nostri occhi e rischiara il nostro cammino. Ancora una volta, come per tutto l’itinerario quaresimale compiuto e da compiere, la Parola che ci viene consegnata, continua a parlarci della fede. Oggi, non è soltanto la guarigione degli occhi, infatti al miracolo in sé l’evangelista Giovanni dedica due soli versetti (Gv 9,6-7); è soprattutto il cammino interiore che questo personaggio compie per giungere alla luce della fede, che viene preso in considerazione ed al quale l’Evangelista dedica quasi tutto il racconto (Gv 9,8-38). Si può comprendere dunque come sia improrogabile questo aspetto della vita cristiana.
La fede è un cammino con tanti alti e tanti bassi, la fede non resta uguale, cambia: o aumenta o diminuisce. La nostra fede di oggi, domani ha bisogno ancora di un cammino: sono le notti e i giorni del cuore. Anche noi camminiamo da mattina a sera e dove andiamo? Quali sono i valori da amare, da seguire, da portare ai nostri figli? Dove è la luce? Qual è la lampada luce dei miei passi? (Sal 118). Il cieco nato ha fatto questo cammino e ha trovato questa luce, noi lo possiamo imitare. Lasciamoci quindi illuminare dalla luce del Vangelo, dalla luce dei Sacramenti; questa è la quaresima: il coraggio di stare lì davanti al Signore nella preghiera, nell’ascolto della Parola, celebrando la Riconciliazione e l’Eucaristia perché il Signore ci faccia veramente luce, illumini i nostri occhi, la nostra vita.
Rif. Letture:
Es 33,7 – 11°; Salmo 35; 1Tess 4,1b;-12; Gv 9,1 – 38b
