Domenica 31 Maggio 2015

La festa della Trinità dà il senso al mistero della storia della salvezza. Il mistero della Trinità è il mistero sommo di tutta la fede cristiana. Come si fa a mettere il mistero trinitario nella mente o anche nel cuore di un uomo? È arduo il mistero trinitario, al punto che  Sant’Agostino dice “se ti sembra di averlo capito, è sicuro che non è Dio”. Se è Dio, sei sempre in cammino verso una meta che è oltre. Non si può fissare l’immagine di Dio come si fissa una immagine che sta davanti agli occhi. Anche Mosè fu sollecitato da questo desiderio «Mostrami la tua gloria», ma Dio gli dice di no, «l’uomo non può vedere il volto di Dio e rimanere vivo» (Es 33,20).
Non si conosce Dio mediante le parole, si può conoscere Dio soltanto accettando di stringere un rapporto, un cammino comune con Lui, attraverso una storia, una alleanza che al vertice trova il suo compimento la vicenda del Figlio. L’aspetto sfuggente del volto di Dio che Mosè voleva vedere, ha la sua umanità in Gesù Cristo: «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). È un Dio condiscendente, amico dei pubblicani e peccatori. Non si deve scegliere tra un volto di Dio e l’altro, ma tenere assieme questi due aspetti del mistero divino.  La croce di Gesù, quella croce che è il segno dello svuotamento, dell’obbedienza, della condi-zione della povertà di Dio, è la volontà di Dio di accostarsi agli uomini senza terrorizzarli. È soltanto attraverso l’invocazione del Figlio e la risposta del Padre al Figlio che noi arriviamo alla verità tutta intera.
Non si può dire Dio, confessare Dio, conoscere Dio, se non mediante una storia, un alleanza con Lui, una storia nel nome del Signore nostro Gesù Cristo; una storia che plasma il cuore, configura i sentimenti e i desideri grazie alla forza del suo Spirito Santo. Diceva Padre Pio: «Il passato alla Misericordia, il presente alla Grazia, il futuro alla Provvidenza». È una formula che riguarda la Santissima Trinità. Il passato nelle mani della Misericordia di Dio, il presente nel rapporto con Gesù Cristo e il futuro nell’obbedienza alla bellezza che lo Spirito santo suggerisce al nostro cuore. La festa della Trinità è la memoria della mia radice prima, festa del mio destino, specchio della mia struttura profonda, il segreto della vita riuscita e felice.
Gesù è la Misericordia di Dio e lo Spirito Santo, tiene viva la nostra invocazione a Dio, «Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi» (Rm 8,9). Per questo che da subito la Chiesa, obbedendo al preciso comando di Gesù, ha amministrato il battesimo nel nome della Trinità (Mt 28,19).
Oggi vogliamo semplicemente metterci di fronte al Mistero della Trinità che celebriamo, con la tenerezza di figli che vogliono sempre di più abbracciare l’amore del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Comprendere sempre di più che la Famiglia divina, fonte di unità e di amore, sia la nostra famiglia, e dire grazie a Gesù che ha aperto il cuore della Trinità all’ingresso della nostra umanità. E questo, al di là delle opacità e delle oscurità che sempre e da capo, accumula la nostra incredulità e il nostro peccato. Chiediamo al Signore che ci con-fermi, ci faccia entrare nella verità del suo amore trinitario attraverso la rinnovata alleanza, vissuta quotidianamente con Lui.

Es 33, 18-23; 34, 5-7°; Sal 62 (63); Rm 8, 1-9b; Gv 15, 24-27

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