Prepariamo la Domenica

Domenica 14 febbraio 2016

I quaranta giorni di digiuno osservati da Gesù.
Lettura del Vangelo secondo Matteo.

Gesù è condotto dallo Spirito per essere tentato, quasi che debba allenarsi all’inizio del suo mini-stero, a far fronte alle tentazioni del maligno. Tuttavia, questa indicazione che ci dà il vangelo, ci suggerisce che lo Spirito è segno di garanzia e di sostegno e comunione con Gesù stesso, ma an-che per ogni cristiano di fronte alla tentazione. Il brano ci mette in guardia, ci dice che le tenta-zioni ci pongono continuamente dinnanzi a illusioni: è l’illusione di impostare la vita sull’apparenza “dì che queste pietre diventino pane”; sulla spettacolarità “gettati giù”; sul pote-re “tutte queste cose ti darò”. È, in ultima analisi la tentazione di trovare nutrimento per la no-stra vita in ciò che è altro dal Signore Gesù Cristo e dalla sua Parola; seduzioni che si possono racchiudere sotto la parola idolatria che oggi non trova più spazio nel nostro vocabolario. La quaresima assume dunque l’aspetto di tempo propizio per dare indirizzo e senso nella scelta del-la strada da percorrere.

 

Mt 4, 1-11

Domenica 20 Settembre 2015

Attraverso la Parola di questa domenica, avvertiamo tutta la tenerezza di Dio, l’infinito amore che nutre per ciascuno di noi, la sua premurosa attenzione verso le nostre caducità, le nostre debolezze, il nostro vacillare, i nostri dubbi che spesso indeboliscono la nostra fede. Avver-tiamo come nostre le angosce e le tribolazioni presenti nell’atteggiamento del profeta Elia della Prima Lettura, il quale stanco e affaticato in un momento di smarrimento, addirittura è desideroso di morire. Percepiamo tutta la sua debolezza umana, il suo scoraggiamento nel non comprendere l’agire di Dio.
Anche nel Vangelo, i Giudei si lasciano andare alla mormorazione perché guardano Gesù solo con gli occhi umani che non sono in grado di alzare lo sguardo verso il Cielo. Allora è necessario che facciamo risuonare nel nostro cuore le parole che l’angelo del Signore dice ad Elia: “Alzati e mangia!”, così come anche le parole di Gesù: “Io sono il pane vivo disceso dal cielo, io sono il pane della vita”. Comprendiamo come il Signore sia una presenza costante nella nostra vita; noi non siamo mai abbandonati a noi stessi, il suo sguardo è sempre piegato su di noi, perché si  prende cura di tutto ciò che siamo, di tutto ciò che facciamo, che viviamo.
Anche oggi attraverso la sua Parola si rende tanto vicino ai nostri bisogni e alle nostre necessità da rincuorarci dal nostro senso di sfiducia in cui sentiamo essere precipitati e nel quale rischiamo di vivere il buio della fede. Cosa fare? Come continuare a camminare senza rischiare di cadere? “Alza il tuo sguardo verso di Me, fissalo sul mio Volto, nutriti di Me, mangia, rafforza la tua anima, perché sono Io il tuo sostegno, aiuto sempre vicino nelle angosce”. È questo il messaggio d’amore che ci vuole lasciare oggi Gesù, invitandoci a non mollare, a non “mollare la sua mano”, a non lasciarci travolgere “dalla mormorazione di un agire di Dio che non comprendiamo”. È di questa memoria che vive il cristiano. Gesù non ci volta le spalle; Dio ci sorprende sempre: Dio si propone, Dio si offre, Dio si regala in Gesù Cristo. Lì, in Gesù che si dona nel pane disceso dal cielo, l’Eucaristia, possiamo trovare il senso di ciò che siamo, il senso di ciò che vogliamo essere e il senso di ciò che vogliamo raggiungere.  
Il Padre attirandoci a sé, nell’Eucaristia ci fa dono di partecipare alla relazione con Lui; ma, e questo è veramente qualcosa di grande, sta alla nostra libertà decidere se acconsentire o, mormorando allontanarci. Il nostro o¬biettivo allora sarà vivere più conformemente alla vita dell’Amato che è Gesù e lasciarci da lui conformare nel nostro sentire, parlare, dare. Dunque tempo di cammino e di attesa, perché siamo ancora qui a calpestare la polvere di questa terra.
Gesù ci invita a cercarlo sempre, a nutrirci sempre di Lui, e come cristiani ci sentiamo chiamati a rendere sempre più vivo il nostro amore per Lui impegnandoci a non trascurare, ma a vivere con pienezza, profondità e responsabilità, i nostri momenti di intimità con il Signore nella preghiera, nell’ascolto quotidiano della sua Parola, nell’accostarci con frequenza all’Eucarestia.

1 Re 19,4 -8; Sal 33; 1 Cor 11,23 – 26; Gv 41-51

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