II Domenica dopo la Dedicazione – Anno A
Is 45,20-23; Sal 21; Fil 3,13b-4,1; Mt 13,47-52

IIDopoDedic2026Come attraversiamo il tempo, come camminiamo lungo gli anni, come percorriamo le stagioni della nostra vita? Penso siano queste le domande che possono aiutarci a cogliere lo spirito delle letture odierne. Il testo su cui mi fermerò di più è quello di Paolo; nel brano tratto dalla sua lettera ai Filippesi, Paolo ha un esordio che fa riflettere: «Fratelli, so soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù». C’è avvertito l’eco di quanto il profeta Isaia aveva detto: «Radunatevi e venite, avvicinatevi tutti insieme, superstiti delle nazioni! […] Volgetevi a me e sarete salvi, voi tutti confini della terra, perché io sono Dio, non ce n’è altri». L’invito del profeta è quello di avvicinarsi al Dio il cui sguardo va oltre quei recinti e confini che la fragilità dell’umanità non riesce a eliminare. Il profeta sta parlando ad un popolo disperso, smarrito che ha perso i suoi elementi unificanti, ha perso la patria, il Tempio, la tradizione, i riferimenti di vita per chiamarlo ad alzarsi e tornare a quell’alleanza mai dimentica da Dio. E tuttavia, quel dire: «Volgetevi a me e sarete salvi, voi tutti confini della terra» fa notare come l’invito di Dio non riguardi esclusivamente quel popolo piegato dall’esilio, ma si allarga a tutti. C’è un Dio che attende, c’è una chiamata che attraversa il vissuto della storia di tutte le persone ed è chiamata incondizionata ad essere figli. Ecco, Paolo, «formato alla scuola di Gamaliele» (At 22,3) conosce molto bene le profezie e riprende proprio questo invito di Isaia per riproporlo alla sua amata comunità di Filippi. Dice però che il cammino deve diventare scelta, deve prendere forma nei passi quotidiani del vivere che attraversino il cuore mediante scelte e orientamenti che diano colore e spessore al proprio vivere. È pagina questa che incontriamo nell'imminenza della fine dell’anno liturgico ed è pagina che aiuta a guardare in profondità il nostro operato. Ecco il senso delle domande poste all’inizio. Paolo chiede anche a noi oggi, quale è stato l’animo che ha alimentato il nostro cammino; lo fa con tono accorato arrivando addirittura a dire: “Vi parlo con le lacrime agli occhi”. C’è grande intensità in quelle parole perché interrogano ciascuno di noi. Noi sappiamo fin troppo bene come sia facile, nella vita personale e nelle nostre comunità, fermarsi.

A volte ci fermiamo perché siamo delusi per non essere riusciti nel nostro intento; altre volte perché siamo convinti di avere già dato molto e che tocchi ad altri impegnarsi; altre volte ancora, restiamo invischiati a un passato che ricordiamo con nostalgia, confrontando continuamente ciò che siamo oggi con ciò che eravamo ieri. Ecco perché Paolo chiede di allontanare da noi tutti questi pesi: «Fratelli, so soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù». Paolo vive della Pasqua di Gesù Cristo e invita ad essere, nonostante passati che tendono a appesantire il proprio cammino, tutti protesi verso quel nuovo orizzonte che Gesù ha donato. Occorre desiderare di essere dentro quel cammino, occorre che la speranza accenda il desiderio che l’incontro con il Signore attraversi anche i nostri giorni così da diventare vero cammino di fede. Paolo non nega la possibilità di incontrare o attraversare momenti faticosi di fragilità; sa che gli abbagli e le seduzioni del mondo conquistano subito sino a diventare situazioni di vita che non fanno alzare lo sguardo perché sequestrano a tal punto da rendere difficoltoso il passo e estinguono ogni desiderio. Paolo sa che la passività del piegarsi su cose che si perdono alla fine, chiudono definitivamente il senso della vita; sa che non è esperienza gratificante vivere così e per questo, chiede che gli uni aiutino gli altri per arrivare insieme nella situazione descritta in quella splendida impennata della parte finale: «La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso». La chiama “la nostra cittadinanza” che non è di questo mondo fatto di cose materiali che non soddisfano, ma cittadinanza nella casa di Dio. È questo, il fine settimana nel quale la nostra attenzione è chiamata a soffermarsi sulla celebrazione di tutti i Santi e il ricordo dei nostri cari che ci hanno preceduto ed ora sono ammessi a questa cittadinanza. Quando Paolo scrive la lettera ai Filippesi, non è un Paolo al tramonto, è un Paolo che è sì in prigione a Efeso, ma è nel pieno della partita della sua avventura di Apostolo. Avverte tuttavia, che per avere la forza di percorrere bene l’intero cammino della fede, si debba aver chiaro cosa sta al termine. Lo sguardo è sulla fine che a volte viene completamente rimosso perché fa paura, perché la parola fine è quasi bandita dal nostro vocabolario perché spaventa. Ecco perché siamo invitati a celebrare meglio l’avventura della propria vita. Quelle che Paolo usa, non sono parole di colui che oramai si sente accasato e per questo non ha più desiderio di ricerca; sono parole che di chi è consapevole che, oltre al suo cammino, altri cammini sono da aiutare affinché arrivino a quella cittadinanza che è l'incontro con il Signore. Non è quindi un cammino solitario; è cammino di comunità fatta da persone che condividono una fede e una responsabilità. Alla fine, non sarà importante la meta che avremo raggiunto come singoli, sarà importante come avremo aiutato altri a raggiungere quella cittadinanza: chi avremo atteso, chi avremo aiutato a rialzarsi per riprendere il cammino. Il brano del Vangelo, che attraverso l’immagine della rete che raccoglie una grande quantità di pesci, sancisce il tema della fine. L’immagine dice che ciò che uno ha costruito, ciò che uno è divenuto apparirà chiaro: pesci cattivi e buoni che gli angeli separeranno gli uni dagli altri. È l’immagine del giudizio; è l’immagine di una vita che, a fronte della luce di Dio, si evidenzia per quello che è, ricca di doni o solo appesantita di cose. Allora, quale è la nostra corsa, il nostro desiderio nella vita ci chiede il Vangelo. Non vuole richiamare lo scendere di un pensiero triste, vuole che si riconosca come, soltanto una vita percorsa autenticamente nella fede e carità che dà luce, ci introdurrà oltre il confine per portarci alla pienezza della vita. Questo è lo sguardo che la liturgia di questa seconda domenica dopo la Dedicazione ci restituisce. Prendiamola come dono grande. La nostra vita in tanti momenti incontra difficoltà di comunità, di famiglia, di persone singole, di chiesa, di società civile, ma la parola del Signore ci mette nel cuore la Speranza con cui guardare la meta richiamata da Paolo quando dice che la nostra cittadinanza nei cieli.

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Appuntamenti

07 Nov 2026
Tutte le Parrocchie SDM
Raccolta Straordinaria CARITAS
07 Nov 2026 ore:09:45 -
Oratorio di Incarnazione (VdV)
VERSO LA CRESIMA (incontro cresimandi)
07 Nov 2026 ore:10:00 -
Oratorio di POASCO
Catechismo V elementare
08 Nov 2026
Diocesi di Milano
Giornata diocesana Caritas
08 Nov 2026
Tutte le Parrocchie SDM
Raccolta Straordinaria CARITAS
08 Nov 2026 ore:10:00 -
Chiesa di POASCO
Partecipazione S.Messa IV elementare
12 Nov 2026 ore:18:45 -
Pieve di San Donato
I GIOVEDÌ DELL’ARTE IN PIEVE
14 Nov 2026 ore:10:00 -
Oratorio di POASCO
Catechismo IV elementare
15 Nov 2026 ore:10:00 -
Chiesa di POASCO
Partecipazione S.Messa V elementare
21 Nov 2026 ore:10:00 -
Oratorio di POASCO
Catechismo III - IV - V elementare
22 Nov 2026 ore:10:00 -
Chiesa di POASCO
Partecipazione S.Messa III elementare
23 Nov 2026 ore:21:00 -
Chiesa di POASCO
Kairos: Andare in fondo insieme

SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI E COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI

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Quest’anno la Solennità di Tutti i Santi sarà celebrata durante le Sante Messe di sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre.
Gli orari delle Messe seguiranno l'orario festivo consueto, con le seguenti variazioni e appuntamenti particolari:

Domenica 1° novembre
Ore 10.15 (al Crocifisso): S. Messa in suffragio dei defunti delle Forze Armate, alla presenza delle autorità civili.
Ore 15.30: S. Messa al Cimitero Concentrico.
Nota: La S. Messa delle ore 17.30 a Sant’Enrico è sospesa.

Lunedì 2 novembre
Ore 15.30: S. Messa al Cimitero di Monticello
Ore 15.30: S. Messa al Cimitero di Poasco.

BENEDIZIONI NATALIZIE E MANDATO AI VISITATORI

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Anche quest’anno ci prepariamo a portare nelle case l’augurio e la benedizione del Natale.
Un gruppo numeroso e organizzato di laici, insieme ai sacerdoti, alle consacrate e ai diaconi, visiterà le famiglie delle nostre comunità. Sarà un’occasione per incontrarsi, condividere un momento di preghiera e far sentire la vicinanza della Chiesa, anche a chi vive la solitudine o la malattia.
Domenica 8 novembre, durante la Messa della comunità del mattino, in ciascuna parrocchia sarà conferito ufficialmente il mandato ai visitatori.
Tutti coloro che partecipano alle visite natalizie sono invitati a essere presenti nella propria parrocchia

GRUPPO ACOR

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Presso la Parrocchia di Poasco si riunisce mensilmente il Gruppo ACOR, che propone momenti di incontro e preghiera per chi vive o ha vissuto una separazione o un divorzio.
Gli incontri si tengono dalle 17.30 alle 19.30. ​Per informazioni:

don Luigi Rivolta
☎️ 351 818 7211
✉️ dgigi@gmail.com

CAMMINO
TERZA ETA'

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Riprende per le parrocchie di Incarnazione e Poasco il cammino parrocchiale del gruppo Terza Età animato dal diacono Giuliano.
​Gli incontri saranno tutti i martedì alle ore 15.00 presso l'oratorio di Incarnazione e tutti i giovedì sempre alle ore 15.00 presso la parrocchia di Santa Maria Assunta in Poasco. Vi aspettiamo numerosi.

MAGNIFICA HUMANITAS

Inizia il percorso del Decanato dedicato alle sfide educative, «Educare figli umani nell’era dell’IA». Il primo incontro, lunedì 9 novembre alle 20.45 a Mombretto di Mediglia, sarà sul tema «Usare la tecnologia senza esserne usati», con Fabio Mercorio e don Luca Peyron. Seguiranno il 30 novembre a Bettolino di Mediglia, «Nessuna macchina sostituisce uno sguardo che ama», con Barbara Tamborini e Alberto Pellai; e il 26 gennaio, alle 20.45 a San Donato Milanese, «Tu vali più di ciò che produci», con Michele Diegoli ed Emanuele Fant.

Magnifica Humanitas

TRAME SACRE

Trame Sacre - Mostra a Santa Barbara
Arazzi di 16 artisti contemporanei
realizzati per gli 800 anni della cattedrale di Cosenza.

Matroneo della Chiesa di
Santa Barbara

La mostra sarà visitabile fino al 31 dicembre 2026

Consulta il calendario eventi per scoprire le iniziative legate alla mostra

Orari messe

Orari celebrazioni

Poasco - Via di Vittorio - Certosa

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Sfilata di carnevale Poasco 2026

Corso degustazione vini - novembre 2026

 

Sfilata di carnevale Poasco 2026

Coro Giovani

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