Il circo della farfalla

Trovare scuse o ascoltare?

Riguarda questo frammento de “il circo della farfalla”, oggi partiamo da qui

LaParola

Esodo 4,10-17

10 Mosè disse al Signore: «Mio Signore, io non sono un buon parlatore; non lo sono mai stato prima e neppure da quando tu hai cominciato a parlare al tuo servo, ma sono impacciato di bocca e di lingua». 11 Il Signore gli disse: «Chi ha dato una bocca all'uomo o chi lo rende muto o sordo, veggente o cieco? Non sono forse io, il Signore? 12 Ora va'! Io sarò con la tua bocca e ti insegnerò quello che dovrai dire». 13 Mosè disse: «Perdonami, Signore mio, manda chi vuoi mandare!». 14 Allora la collera del Signore si accese contro Mosè e gli disse: «Non vi è forse il tuo fratello Aronne, il levita? Io so che lui sa parlar bene. Anzi sta venendoti incontro. Ti vedrà e gioirà in cuor suo. 15 Tu gli parlerai e metterai sulla sua bocca le parole da dire e io sarò con te e con lui mentre parlate e vi suggerirò quello che dovrete fare. 16 Parlerà lui al popolo per te: allora egli sarà per te come bocca e tu farai per lui le veci di Dio. 17 Terrai in mano questo bastone, con il quale tu compirai i prodigi».

 

LaParola

“Tu un vantaggio ce l’hai più grande è la lotta e più glorioso è il trionfo”
Will si ferma alla sua difficoltà
Mosè si ferma davanti alle sue difficoltà.
Will trova scuse.
Mosè trova scuse.
Giustificabili, non affatto campate per aria: uno non ha braccia ne gambe, l’altro è balbuziente.
Come può dar vita ad uno spettacolo colui che non riesce nemmeno a camminare o a compiere dei gesti, come può essere voce di Dio uno che non sa parlare.
Leggere i segni: Mendez e Aronne.
Mendez è la presenza di Dio nella vita di Will.
Aronne è l’aiuto di Dio nella vita di Mosè.
Leggere i segni per rispondere ad una vocazione.
Will portatore di speranza e bellezza.
Mosè voce di Dio che libera e salva il suo popolo.
La tua vocazione?
L’impossibile di Dio che diventa possibile è il rispondere ad una chiamata che non aspettavi per te, ma che Dio ha sognato esser tua.
Il tuo “dove” che diventa missione, che diventa risposta ad una vocazione.
La preghiera di Sant’Agostino:

Tardi ti amai,
bellezza così antica e così nuova,
tardi ti amai.
Tu eri dentro di me ed io ero fuori.
Lì ti cercavo.
Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature.
Tu eri con me, ma io non ero con te.
Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te.
Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità;
diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te, gustai e ho fame e sete;
mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace

Che le nostre “sordità” possano essere infrante dalla voce di Dio.

 

 

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